Rita Fenini

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Giunto quest’anno alla quinta edizione, il concorso fotografico GD4PhotoArt ( che dal qust'anno diventa Mast Foundation For Photography Grant On Industry and Work) è una competizione biennale ed internazionale nata per promuovere l’attività fotografica delle nuove generazioni di artisti sul tema del lavoro e dell’industria.

In mostra quest'anno, i progetti realizzati appositamente per il concorso dai quattro finalisti: MariBastashevski (Russia), Sara Cwynar (Canada), Sohei Nishino (Giappone) e Cristobal Olivares (Cile).

Quando

La mostra sarà visitabile dal 31 Gennai al 01 Maggio 2018 nei seguenti giorni e orari:

dal martedì alla domenica dalle ore 10.00 alle 19.00

Ingresso gratuito

Dove

Ad ospitare l'esposizione, la Fondazione MAST, in Via Speranza, 42 a Bologna

Perchè è interessante

L’iniziativa vuole dare voce alla ricerca fotografica delle nuove generazioni di artisti, arricchendo l’offerta culturale della Fondazione MAST di spunti inediti legati agli sguardi dei giovani sui temi dell’industria, della tecnologia, del territorio e del lavoro.

I quattro fotografi finalisti, Mari Bastashevski, Sara Cwynar, Sohei Nishino e Cristóbal Olivares, fanno luce su quattro realtà geografiche e umane che riflettono le rapidissime trasformazioni in atto nel mondo a livello economico e produttivo e le loro implicazioni ambientali, sociali ed etiche nella vita di ciascuno di noi.

Sara Cwynar e Sohei Nishino: i vincitori (ex aequo) del concorso

Sara Cwynar (Canada), in "Colour Factory", che comprende un cortometraggio e diversi lavori fotografici, si serve di vari artefatti per esaminare in dettaglio i sistemi profondamente radicati che inconsciamente guidano i nostri comportamenti come consumatori di immagini e prodotti commerciali.

Il suo maggior interesse  è “il modo in cui le immagini con il tempo si trasformano, si accumulano, perdurano e cambiano di significato e valore”.

Il suo lavoro riguarda le ingrate tradizioni della bellezza nei confronti delle donne e dei loro sforzi per migliorare o manipolare il proprio aspetto.

Sohei Nishino (Giappone) reduce da diversi viaggi in tutto il mondo di cui individua il fulcro nell’acqua, presenta un reportage sul fiume Po.

Partendo dal Monviso, è sceso a Torino e ha viaggiato verso l’Adriatico, incontrando sul lungofiume gente e paesaggi molto vari: pescatori, bambini, donne, sì è confuso tra di loro ascoltandone le storie e scattando moltissime fotografie.

Tornato in Giappone ha sviluppato centinaia di rullini, tagliandoli e incollandoli su una gigantesca tela. Ne ricava un paesaggio deformato, dove il Po serpeggia come se fosse vivo.

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