Photo Department

-

La città di Phulia , situata nel distretto di Nadia, nello stato federato del Bengala Occidentale, in India, conserva la sua identità unica grazie all'antica arte della lavorazione dei sari (o saree): in ogni vicolo di questa "census town", abitata da oltre 50.000 persone, si sentono risuonare le vibrazioni dei telai a cui lavorano gli artigiani locali, là dove l'80 per cento degli abitanti è coinvolto nel settore tessile.

 

La realizzazione dei sari, i tradizionali indumenti femminili il cui uso è tramandato da secoli nel subcontinente indiano, data in quest'area almeno al 1409 e divenne molto importante durante il regno di Rudra Roy (1683-1694), sovrano di Nadia, nell'odierno Bengala Occidentale, in cui si trovano oggi oltre 125.000 telai a mano, attraverso cui, lavorando cotone, seta tussar e seta, vengono realizzati sari artigianali in diversi stili e lavorazioni. 

 

Ancora oggi le imprese attive nel tessile costituiscono la spina dorsale dell'economia locale, anche se negli ultimi anni la produzione di sari è entrata in crisi, perché buona parte dei tessitori è stata costretta a rinunciare all'attività artigianale per motivi economici. Il guadagno medio a disposizione della famiglia di un tessitore va dai 150 ai 200 € al mese: un salario troppo bassi persino per garantire la sopravvivenza. La maggior parte dei tessitori lavora per i Mahajan, commercianti che fanno da intermediari tra tessitori e i clienti: forniscono loro i filati e i tessuti da ricamate e ritirano i sari a un prezzo fisso, pari a 3/4 euro per pezzo. I tessitori che abbandonano la professione finiscono per lavorare soprattutto nei campi. 

 

In queste foto di Piyal Adhikary per la European pressphoto agency, un viaggio nei meravigliosi colori dei sari del Bengala, dalle tintorie ai laboratori di tessitura, fino ai negozi.

 

VEDI anche L'ARTE DELLA TESSITURA A BALI

© Riproduzione Riservata

Commenti