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Il fotografo Matt Cardy ha ritratto un gruppo di cristiani iracheni di Qaraqosh, nell'Iraq settentrionale, costretti ad agosto a fuggire in fretta e furia dalle loro case per scampare all'avanzata dei miliziani del sedicente Stato Islamico. Li ha fotografati a Erbil, capitale del Kurdistan iracheno, nelle tende allestite sui terreni della chiesa cattolica Mazar Mar Eillia (del profeta Elia) mentre tengono tra le mani l'unico oggetto che non hanno potuto abbandonare nella fuga, il più prezioso che sono riusciti a portare con sé.

La Regione autonoma del Kurdistan iracheno, secondo le stime ufficiali, ospitava 250.000 profughi siriani già da prima del furioso assalto degli islamisti del Califfato, ma dal suo inizio il numero dei rifugiati è salito a oltre 1,5 milioni. Molti di loro sono stati sistemati in campi di accoglienza organizzati, ma moltissimi hanno dovuto cercare luoghi di riparo in edifici incompiuti o abbandonati, inadatti a offrire riparo dal freddo dell'inverno, che stanno affrontando senza una realistica prospettiva di fare ritorno nelle loro case, in territorio ancora controllato dall'ISIS. 

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