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Secondo i dati forniti da Save the Children sono oltre 3,2 milioni i bambini e gli adolescenti che hanno subito le conseguenze dei terremoti che il 25 aprile e il 12 maggio hanno colpito il Nepal, causando la morte di oltre 8.856 persone e il ferimento di 22.309.

Le scuole del Nepal completamente ridotte in macerie dai terremoti erano frequentate da oltre un milione di studenti. E dopo l'inizio della stagione dei monsoni si teme che la situazione delle scuole danneggiate peggiori ulteriormente a causa dei rischi di alluvioni e frane. 

Nell'area di Dolakha, un distretto montano del Paese, situato a nord-est di Kathmandu, che è stato epicentro del secondo sisma, abitano circa 400.000 persone. Attualmente vivono tra le rovine di case, scuole, negozi e ospedali andati quasi completamente distrutti a causa del sisma. In questa gallery vediamo i più piccoli tra loro posare di fronte alle scuole che frequentavano e alle case dove vivevano prima dei terremoti, 
o impegnati in attività scolastiche presso le strutture temporanee allestite dopo la calamità naturale, dove ricevono aiuto anche per superare i traumi conseguenti alla perdita di famigliari e amici. 

Il 25 luglio scorso le organizzazioni non governative Plan International, Save the Children, UNICEF e World Vision International Nepal, hanno avviato una consultazione tra circa 1800 bambini abitanti nei 14 distretti del Nepal maggiormente colpiti, chiedendo loro quali fossero le principali necessità a cui si trovano a dover far fronte dopo oltre tre mesi il sisma. Dal sondaggio è emerso che le priorità percepite dai più piccoli sono dei rifugi sicuri, la possibilità di ritornare a frequentare la scuola, di avere accesso a rifornimenti di acqua potabile e a cure adeguate. La consultazione ha messo in evidenza anche alti livelli di stress e stati d'ansia, causati dalla morte di parenti e amici, dalla distruzione delle abitazioni e dall'incertezza circa il loro futuro. 

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