Rita Fenini

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Dopo “Fotografi senza fissa dimora”, che nel 2015 ha trasformato gli homeless in fotografi, “Milano Melting Pot”, dedicata nel 2016 al tema dell’immigrazione e “La ricerca della felicità”, che ha raccolto lo scorso anno i toccanti scatti dei ragazzi del Progetto Giovani della Pediatria dell’Istituto Nazionale dei Tumori, la Onlus "RISCATTI" ha deciso quest’anno di sostenere i terremotati: per la precisione i ragazzi di Amatrice che hanno perso la casa, gli affetti e anche il Centro Giovani, un punto di aggregazione dove trovarsi dopo la scuola, raso al suolo dal terribile sisma di due anni fa.

Ed è proprio per raccogliere i fondi necessari alla riscostruzione di questo centro di aggregazione giovanile che verranno messi in vendita gli scatti esposti al PAC e realizzati ad Amatrice da 12 adolescenti di età compresa tra i 14 e i 19 anni: Vanessa e Flaminia Bakaj, Manuela Bonanni, Martina Capone, Victoria Conti, Elisa Etrusco, Silvia Guerrini, Livia Micozzi, Maria Grazia Morante, Serena Natalucci, Giorgia Paoletti e Tatiana Spurio i nomi delle giovani fotografe.

A questi "scatti rosa", si aggiungono anche quelli di Roberto Spurio, fratello di Tatiana, l’unico ragazzo adaver partecipato al progetto.

Quando

La mostra “RI-SCATTI, Da Zero” sarà aperta al pubblico sino al 18 marzo 2018 nei seguenti giorni e orari:

tutti i giorni dalle 9.30 alle 19.30

Ingresso libero

Dove

Ad ospitare l'evento, gli spazi del PAC - Padiglione d’Arte Contemporanea in Via Palestro, 14 a Milano

"RI-SCATTI, Da Zero". Perché questo titolo

Curata da Alessia Glaviano - e promossa dal Comune di Milano con il sostegno di Tod’s - questa collettiva che raggruppa più di 160 scatti di 13 studenti dell’Istituto Omnicomprensivo di Amatrice, ha scelto un titolo emblematico per dimostrare che ripartire si può, anche "Da Zero"

Fotoreporter della loro stessa vita, i ragazzi hanno raccontato senza filtri, attraverso immagini, poesie, canzoni e hashtag, che cosa significa vivere in una realtà post-sismica: dalla quotidianità della scuola prefabbricata alla vita nei SAE (Soluzioni Abitative d’Emergenza), nei container o nelle roulotte, passando per iltempo libero e gli affetti che sono sopravvissuti.

Fotografie e pensieri raccolti da Alessia Glaviano in un allestimento fresco, che stempera l’angoscia del dramma con il quale, poco più che bambini, si sono trovati a fare i conti.

La vincitriceGli scatti dei ragazzi di Amatrice sono passati al vaglio di una giuria di esperti e, all'’unanimità, la vittoria è andata a Elisa Etrusco, che ha presentato una serie di fotografie che raccontano bene non solo la distruzione del territorio di Amatrice, ma anche altri importanti aspetti della quotidianità “post sisma”.“Alle immagini delle macerie del centro storico, con i particolari strazianti dei ricordi che affiorano dai cumuli di detriti cheuna volta erano case, si contrappongono - ha evidenziato la giuria - altre immagini che raccontano tante piccole storiedi resistenza e ricostruzione, testimoniando bene la grande forza e la volontà di una popolazione che non ha nessunaintenzione di gettare la spugna e che vuole solo poter tornare alla ‘normalità’ prima possibile”.

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