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Questo reportage del fotografo giapponese Dai Kurokawa racconta un progetto educativo in corso da due anni in un piccolo villaggio del Kenya nord-occidentale, situato nella divisione amministrativa di Alale, nella Contea del Pokot occidentale, al confine con l'Uganda e con la rivale Contea keniota del Turkana.

Come la maggior parte dei giovani del popolo Pokot, i bambini e i ragazzi di questo villaggio non frequentano le scuole: la loro vita quotidiana è dedicata alla custodia e cura dei cammelli che, da "guerrieri", devono prepararsi a difendere dai ladri di bestiame della vicina tribù Turkana, con la quale è in atto una violenta competizione per accaparrarsi i terreni per il pascolo e il bestiame.

L'abigeato ha una lunga storia nell'Africa orientale, dove nel tempo è stato praticato da numerose comunità agro-pastorali di Uganda, Kenya, Etiopia e Sud Sudan per recuperare le mandrie perdute durante i periodi di siccità, sottraendole alle tribù rivali. Questa pratica si è però notevolmente trasformata negli ultimi anni, in particolare nel Kenya settentrionale. Secondo gli analisti dell'Internal Displacement Monitoring Centre, nella regione il furto di bestiame è divenuto una vera e propria industria, gestita come strumento nella competizione per il potere politico, di cui commercianti e rappresentanti politici sono tra i maggiori beneficiari. Con la diffusione delle armi da fuoco, il mondo della pastorizia si è fatto sempre più violento e ogni anno si contano a centinaia le persone - donne e bambini compresi - uccise in regolamenti di conti e faide tribali, nella sostanziale indifferenza del governo e della comunità internazionale, rimasti in silenzio nonostante i numerosi assassinii lungo il corridoio tra le due contee. 

Dinah Hellen Chebitwey, 52 anni, che lavora per il Programma educativo dell'infanzia nella Contea del Pokot occidentale, si è impegnata in un progetto che, insegnando ai più piccoli il tiro con l'arco, cerca di trasformare le loro abilità in uno strumento di costruzione della pace. "Questi bambini hanno bisogno di andare a scuola, non di combattere e vivere nella paura di essere uccisi dai ladri di bestiame Turkana", dice Chebitwey, ricordando un recente furto di cammelli durante cui due adolescenti sono stati brutalmente uccisi. La donna spera di riuscire a coinvolgere nel progetto anche i rappresentanti del popolo Turkana, per creare un programma comune in cui i ragazzi delle due comunità rivali possano competere tra loro in un contesto ludico, che consenta di approfondire gli scambi e imparare a costruire insieme la pace. Il suo sogno è di poter vedere un giorno questi ragazzi rappresentare il Kenya ai Giochi olimpici nel tiro con l'arco.

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