Secondo giorno

Pamplona, Spagna, 7 luglio 2013. Tori dell'allevamento Alcurrucen durante il primo "encierro". – Credits: RAFA RIVAS/AFP/Getty Images

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Ha preso il via il 6 luglio, a Pamplona, l'annuale Festa di San Firmino, che con le sue corse dei tori richiama ogni anno migliaia di turisti da tutto il mondo, tanto da far raddoppiare la popolazione cittadina (circa 200 mila abitanti). Al grido di "Viva San Fermin!", lanciato dal sindaco Enrique Maya sul balcone della piazza centrale della città, è stata accesa la miccia del Chupinazo (o txupinazo), il razzo che segna l'inizio della Fiesta resa celebre da Ernest Hemingway. Nonostante la crisi abbia portato a una sforbiciata del budget, sceso a poco più di 2 milioni di euro, il programma della festa - che durerà fino al 14 luglio - resta molto intenso. 

 

Nel corso della settimana di celebrazioni in onore del protettore della capitale della Navarra, alle 8 del mattino di ogni giorno si svolge un "encierro": la corsa lungo un percorso di 825 metri per le viuzze in pietra del centro storico, durante cui migliaia di persone tentano di correre davanti a una sestina di tori. Queste "competizioni" lasciano ogni anno sul terreno numerosi feriti per le cornate dei tori, soprattutto fra i turisti provenienti da tutto il mondo. Quest'anno il conteggio dei feriti è arrivato già a oltre 50, di cui una ventina dovuti a contusioni riportate nelle cadute, a causa della grande calca. Le corse si concludono nell'arena, dove si svolgono poi le frequentatissime e sempre più contestate corride. 

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