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Si sono concluse ieri le esercitazioni militari israeliane, durate diversi giorni, sulle Alture del Golan - l'altopiano montuoso  appartenente de iure alla Siria, ma de facto militarmente occupato e amministrato da Israele dalla Guerra dei 6 giorni del 1967 - a cui hanno preso parte decine di mezzi blindati. Come precisato dalla stampa locale, è stata simulata l'occupazione di ampie zone aperte e di località abitate. 

Come riferito da Radio Gerusalemme, ad una delle esercitazioni della brigata di fanteria Golani ha assistito mercoledì anche il Primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, accompagnato dal Ministro della difesa Yaalon e da diversi responsabili militari.

 

''Questa esercitazione - ha notato Netanyahu - non è solo teorica. La situazione attorno a noi è esplosiva e cambia rapidamente, per cui dobbiamo farci trovare pronti''. "Non intendiamo sfidare alcuno - ha detto - ma nessuno potrà colpire lo stato di Israele senza che ci sia subito una nostra risposta, forte e decisiva''. 

Ex comandante nelle unità speciali di Israele, Netanyahu ha poi detto ai giovani combattenti, sulla base delle propria esperienza, che il campo di battaglia è ''il regno dell'incertezza'' dove la cosa più importante è ''la determinazione, la volontà di vincere, la capacità di 'rompere' il nemico e, al momento decisivo, di inculcargli una paura mortale. Così si vince in battaglia''.


Da parte sua il ministro della difesa Moshe Yaalon ha ricordato ai militari che potrebbero essere chiamati ad entrare in azione con un breve preavviso. Israele non tollererà attacchi ''né sul Golan, né ai bordi della striscia di Gaza, né altrove''. (ANSA/AGI)

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