Le foto più belle del 2013 - Proteste
Le foto più belle del 2013 - Proteste
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Le foto più belle del 2013 - Proteste

Un anno in "movimento" negli scatti dei migliori fotoreporter: manifestazioni, piazze, militanza, vere e proprie battaglie...

Continuiamo il viaggio all'indietro nelle foto più belle del 2013 con una gallery la cui parola chiave è "Proteste": una selezione di immagini che raccontano il mondo in subbuglio. Ci sono le manifestazioni anti-governative, dal Cairo a Kiev, da Rio de Janeiro a San'a', i militanti contro il "matrimonio gay" a Parigi, le iniziative contro i massicci programmi di sorveglianza della NSA (l’agenzia di sicurezza nazionale degli Stati Uniti), gli animalisti contro il consumo di carne, militanti anticapitalisti in piazza a Francoforte, l'estrema destra in piazza contro l'Europa ad Atene... Trenta immagini che raccontano un anno in movimento. Sicuramente mancano proteste importantissime e ci sono sfuggiti scatti indimenticabili: si chiede ammenda. Mancano sicuramente le proteste, tutte rigorosamente in topless ma sui temi più svariati, del movimento delle FEMEN. È perché gli abbiamo dedicato una gallery intera (in arrivo). 

 

Di seguito, alcune delle gallery dedicate alle proteste nel mondo nel corso del 2013:

Brasile Le foto più belle della protesta  e Un milione in piazza: le foto da Rio De Janeiro

Ucraina La protesta nelle foto più belle

Turchia Le foto più belle della protesta  e La sfida al potere dell'uomo in piedi, #duranadam

Proteste nel mondo

 

Foto più belle del 2013: ATTIMI  - SPETTACOLO DELLA NATURA  

EPA/DAI KUROKAWA

Nairobi, Kenya, 16 gennaio, 2013. Un manifestante sdraiato sopra una "bara dello Stato", durante una manifestazione per protestare contro il disegno di legge con cui i parlamentari uscenti si sarebbero concessi un bonus di buonuscita da 110.000 dollari, nonostante siano tra i meglio pagati del continente e abbiano diritto a vita a guardie del corpo, passaporti diplomatici, accesso illimitato alle sale VIP in tutti gli aeroporti del Kenya e a funerali pagati dallo Stato. Il presidente keniano Mwai Kibaki ha rifiutato di controfirmare il disegno di legge, seppure abbia invece approvato un provvedimento che ha assegnato a lui stesso 300.000 dollari.

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