Chiara Degl'Innocenti

-

Sharme, dolcezza, spontaneità. Esistono persone che possiedono una sorta di polverina magica che le rende uniche, eterne, semplicemente, un mito. È questo che viene in mente pensando a Lady Diana Spencer, icona intramontabile tra le personalità più amate che il 1 luglio avrebbe compiuto 55 anni.

Una storia, la sua, destinata a farla ricordare come la mancata regina del Regno Unito. A partire dal 1981, con la cerimonia di nozze vissuta dall'esterno come una favola, mentre il suo matrimonio con il Principe Carlo si trasforma fin da subito in un inferno dal quale lei, giovane donna appartenente a una delle famiglie più antiche e nobili, riesce a liberarsi non prima di aver messo al mondo due figli, William ed Henry, di aver sofferto di tradimenti e bulimia, di aver trovato la forza di rivolge le sue attenzioni alle opere di beneficenza e al supporto ai malati di AIDS e alle vittime delle mine anti-uomo, ottenendo in questo modo il consenso, anche se non cercato, sia della gente sia della stampa. 

Ammirata, paparazzata, chiacchierata ha dettato le regole dello stile agli inglesi con le maison più note che hanno fatto a gara per vestirla e i fotografi più famosi, uno tra tanti Mario Testino, che se la sono contesa anche solo per pochi scatti.

Poi nel 1992 durante un'intervista televisiva arriva la svolta di Lady D: il racconto dei tradimenti da parte del marito, delle rigide regole di palazzo difficili da sopportare, dei suoi problemi con il cibo. Da lì la principessa del Galles ottiene la separazione dalla famiglia reale (oltre che da Carlo) anche se la libertà dura solo pochi anni.

L'incidente nel tunnel dell'Alma a Parigi, il 31 agosto 1997, mette infatti fine alla sua vita. Ma non alla sua leggenda.

© Riproduzione Riservata

Commenti