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Ricorre oggi il decimo anniversario del peggior attacco terroristico mai avvenuto in Russia: un commando di 32 miliziani armati che chiedevano il riconoscimento dell'indipendenza cecena e il ritiro delle forze russe, fece irruzione nella scuola Numero 1 di Beslan, nell'Ossezia del Nord, prendendo in ostaggio, tra il 1° e il 3 settembre 2004, oltre mille persone - studenti, genitori, parenti e insegnanti - presenti nell'edificio per la ricorrenza dell'apertura dell'anno scolastico dopo la pausa estiva. Il rapimento terminò con la strage di 334 persone, di cui 186 bambini, a seguito di un controverso blitz delle teste di cuoio russe. La tragedia ha anche reso invalide 126 persone, di cui 70 bambini. È ancora in corso la battaglia delle madri di Beslan per far luce sull'opacità operativa della cellula di crisi, sulla responsabilità delle due esplosioni che fecero scattare il blitz delle forze speciali russe, sulla presunta fuga di alcuni componenti del commando ceceno e sullla totale disorganizzazione nei soccorsi.

 

Oggi l'anniversario è stato ricordato da diverse cerimonie e iniziative in tutta la Russia, a partire da Beslan, dove dal 2009 l'inizio dell'anno scolastico è stato spostato al 5 settembre e gli eventi commemorativi durano tre giorni. Oggi circa 3000 persone hanno deposto fiori e acceso candele sui resti della scuola e su un monumento inaugurato recentemente, un memoriale di granito lungo 50 metri con incisi i nomi di tutte le vittime. Molti hanno portato anche giocattoli e bottiglie d'acqua, per ricordare l'insostenibile sete e il terribile caldo sofferti dagli ostaggi. Domani, sempre a Beslan, è previsto un concerto requiem al centro culturale della città. Dopodomani, invece, alle 13.05, ora della strage, gli allievi della scuola lanceranno in cielo 334 palloncini bianchi leggendo uno ad uno i nomi delle vittime.

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