Sepolta in una scatola di latta per sessant'anni, una Berlino apocalittica e spesso irriconoscibile viene oggi restituita alla storia, negli scatti preziosi di Ernst Hahn. Nel 1950, il fotografo berlinese - allora solo un giovane studente, oggi 87enne - tornò per la prima volta a casa, dalla sua famiglia, dopo cinque anni e mezzo di assenza. Era Pasqua. Il ragazzo aveva lasciato la Germania per curare la tisi, in Svizzera, dove era poi rimasto per studiare. Nella Berlino ancora ridotta in macerie, prese la sua Rolleiflex e se ne andò in giro per le strade della capitale tedesca, a fare foto fra le rovine della guerra.


Scatti dimenticati in una vecchia scatola, fino a poco tempo fa. Quando oltre mille negativi, formato 6 per 6 cm, sono riemersi dal passato e dalla memoria. Ne sono venute fuori 350 immagini inedite della città devastata dal secondo conflitto mondiale e divisa nei famosi "settori", pubblicate in un libro della casa editrice Friedenauer Brücke uscito in questi giorni: ''Berlino attorno al 1950 ''. In bianco e nero, il vuoto lasciato dagli edifici bombardati e le pietre raccolte dalle Trümmerfrauen, le "donne delle rovine", che avevano appunto il compito di raccogliere per la città il materiale riutilizzabile per la ricostruzione. Il giovane Hahn ne immortalò diverse lungo il Kaiserdamm. Nel cuore della capitale, si distinguono i binari concepiti solo per portar via i resti della guerra, mentre sul fiume Sprea lo studente di fotografia incrociò diversi container, carichi dei resti della città distrutta.


''Riconoscere le strade è stato difficile per l'editore'', si legge nella prefazione a questo nuovo volume sulla storia berlinese. Dall'est all'ovest, si stagliano in una solitudine infinita i monumenti oggi notissimi in tutto il mondo: la Porta di Brandeburgo, nella desolazione di Pariser Platz. Schiffbauerdamm e lo spettro di una stazione vuota, dove oggi sorge la magnifica Hauptbahnhof, la stazione centrale. La cattedrale cattolica di Sant' Edvige, senza la cupola. Il Tiergarten, immenso cuore verde della capitale, ridotto senza alberi. Dove la memoria popolare racconta che, dopo la guerra, i berlinesi, affamati, coltivassero patate.


Il libro racconta anche la storia politica della città divisa: con l'enorme vuoto lasciato dal castello, demolito al posto del Duomo nella ex DDR. Lo stesso che oggi ci si accinge a ricostruire con un controverso progetto, molto discusso nella capitale. E poi, soprattutto, la gente: i bambini che giocano nella polvere di una città fantasma, le donne che portano la spesa. ''Cerco lavoro, accetto qualsiasi lavoro'', si legge accanto a un uomo in attesa di aiuto. Hahn lo immortalò di spalle, seduto per strada, nel suo impermeabile. (ANSA)

© Riproduzione Riservata

Commenti