Economia

Le vittime collaterali della faida Airbus-Boeing

Dalle olive spagnole al whisky scozzese, dal cashmere inglese ai vini francesi: tutti i prodotti europei che dal 18 ottobre finiranno sotto la scure dei dazi Usa

Dazi usa whisky

Redazione

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Dalle olive spagnole al whisky scozzese, dal cashmere inglese ai vini francesi, dall'emmental bavarese al single malt irlandese, dallo yogurt greco ai wuerstel viennesi... La lista dei prodotti che, a partire dal 18 ottobre, saranno sottoposti ai dazi statunitensi non comprende solo il parmigiano reggiano o il Campari. «Le vittime collaterali del conflitto fra i costruttori di aerei Airbus e Boeing», come le ha definite il quotidiano Le monde, si contano in tutta l’Ue.  
Sono numerosissimi i prodotti europei a essere finiti nella morsa del Wto. L'Organizzazione mondiale del commercio ha autorizzato gli Stati Uniti a imporre tariffe sui beni importati dall'Unione europea per un totale di 7,5 miliardi di dollari, come compensazione agli aiuti di Stato concessi (illegalmente) al consorzio Airbus. Sfogliando l'elenco dei prodotti che subiranno un rincaro finale del 25 per cento, pubblicato sul sito del Rappresentante al commercio statunitense (https://ustr.gov/), si scopre che i dazi non colpiranno solo aeroplani e parti di aeroplani per il 10 per cento. Nel documento del governo Usa, lungo otto pagine, compare un lungo elenco di prodotti agricoli e industriali che subiranno un rincaro più alto, pari al 25 per cento. Ecco, Paese per Paese, i principali prodotti europei finiti nel mirino di Washington.   

Regno Unito
Nella patria della rivoluzione industriale, che nel Settecento trasformò il settore tessile, le tariffe colpiranno duramente l'abbigliamento: dai golfini di cashmere agli abiti da uomo, fino ai maglioni fatti a maglia. Ma, oltre che sul formaggio Stilton, la scure statunitense calerà anche sul whisky scozzese e sul single malt irlandese. Nel 2018 l'export negli Usa di whisky era stato pari a un miliardo di sterline (1,3 miliardi di dollari), quota che è stata quasi raggiunta anche dal single malt.

Germania  
La locomotiva economica europea è stata colpita al cuore. I dazi voluti da Washington chiamano pesantemente in causa la manifattura tedesca: dai cacciaviti agli utensili taglienti, dalle pinze alle lenti degli obiettivi, dalle macchine semoventi ai micro-onde industriali. Nella lista nera di Donald Trump però compaiono anche i wafer e i biscotti dolci. Ma il timore maggiore di Berlino è un altro. Nel caso in cui la controversia fra Ue e Usa non si risolvesse al tavolo dei negoziati, a essere colpita ancor più duramente potrebbe essere la preziosa industria automobilistica tedesca. Ecco perché il ministro degli Esteri Heiko Maas ha proposto che l'Ue reagisca, imponendo a sua volta tariffe punitive.

Francia
«Il litigio aeronautico fra Europa e Stati Uniti non ci riguarda» ha denunciato Antoine Leccia, presidente della Federazione degli esportatori di vini e liquori francesi. «Noi siamo stati presi in ostaggio». In effetti la decisione del Rappresentante al commercio statunitense è stato un duro colpo per la filiera viticola francese, il cui export oltreoceano pesa per oltre un miliardo di euro l’anno.

Spagna
«I formaggi, il vino e l'olio d'oliva spagnoli saranno i prodotti colpiti dalla decisione del governo statunitense di introdurre nuovi dazi su alcune esportazioni dell'Unione europea negli Stati Uniti». A denunciarlo è il quotidiano madrileno El Pais, secondo cui la Spagna sarà «uno dei Paesi più colpiti» dalla decisione del Wto. Secondo Eurostat, nella campagna di commercializzazione 2018/2019 la Spagna ha già esportato negli Usa 104.705 tonnellate di olio di oliva, un terzo circa di tutto l'import statunitense.     
 
 

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