Vito Gamberale: «Voglio portare in Borsa F2i e trasformarla in una public company»

In un'intervista esclusiva a Panorama (in edicola dal 1 novembre) il manager svela piani e sogni per il futuro

Vito Gamberale, amministratore delegatodi F2i (Credits: Alessandro Paris/Lapresse)

Un invito al governo a esercitare una “moral suasion” sulla Telecom affinchè questa accetti lo scorporo della rete: lo avanza Vito Gamberale, amministratore delegato del fondo F2i in un’intervista pubblicata sul numero di Panorama in edicola da giovedì 1° novembre.

«La separazione della rete non va vista come un modo per depauperare la Telecom, ma per avere una società separata, quotata e controllata dalla stessa Telecom, che potrebbe così ridurre i suoi debiti» sostiene Gamberale. «In questa società potrebbero entrare il Fondo strategico della Cdp e Metroweb. Da parte di Metroweb» aggiunge il manager «e del Fondo strategico c’è il 100 per cento di adesione all’idea. Resta l’incognita della Telecom. Forse è uno di quei casi un cui la moral suasion del governo sarebbe utile...».

Nell’intervista a Panorama Gamberale anticipa anche il progetto di F2i: «L’obiettivo finale è portare in Borsa il fondo e trasformarlo in una holding che controlla una serie di società, tutte forti nei rispettivi settori (dalla fibra ottica alle autostrade, dagli aeroporti ai rifiuti). Insomma una public company con un nucleo di azionisti stabili».

Per quanto riguarda le accuse di turbativa d’asta per l’acquisto di una quota nella Sea, la società degli aeroporti milanesi, Gamberale dichiara: «Per sincero rispetto della magistratura non ne parlo e attendo serenamente l’epilogo della vicenda. Dico solo che sono accusato di turbare un’asta dove la F2i ha pagato un prezzo molto importante al Comune di Milano, consentendogli di realizzare una delle migliori privatizzazioni mai fatte in Italia».

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