Economia

Usa: secondo la Fed, il rialzo dei tassi si avrà prima del previsto

Dalla prima riunione della banca centrale dell'era Trump, emerge che l'incremento potrebbe arrivare già entro metà marzo

Redazione Economia

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Il rialzo dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve potrebbe arrivare prima del previsto, forse anche nella prossima riunione di marzo. E' quanto emerge dalle minute dell'ultima riunione della banca centrale statunitense (la prima da quando Donald Trump si è insediato alla Casa Bianca), in cui è stato valutato positivamente l'andamento dell'economia.

Anche se sono state espresse preoccupazioni sia per l'incertezza che avvolge il piano per il rilancio del neopresidente americano sia per il "superdollaro" che potrebbe danneggiare le esportazioni del made in Usa.

Nella discussione che si è svolta in seno al Federal Open Market Committee (Fomc), il braccio armato della Fed, grande enfasi è stata data in particolare al possibile impatto che la politica di riduzione delle tasse e la deregulation promessa da Trump potranno avere sulla ripresa. Anche se il nome del presidente non è mai menzionato nel rapporto.

La maggioranza dei partecipanti alla riunione ha ritenuto quindi appropriata la possibilità di un nuovo rialzo del costo del denaro "abbastanza presto" , soprattutto se i prossimi dati sull'occupazione e sull'inflazione si mostreranno "in linea o più forti" rispetto alle aspettative. Oppure se i rischi sul fronte del dollaro e di un'economia "eccessivamente surriscaldata" dovessero aumentare.

Il prossimo incontro del Fomc è fissato per il 14 e 15 marzo. Intanto Trump, nel corso di un incontro alla Casa Bianca, ha definito "un caos" la situazione ereditata sul fronte del bilancio federale: "Milioni e milioni di dollari potrebbero essere risparmiati. Non butteremo più via i soldi", ha detto il presidente americano sottolineando come tutto ciò pesi come una zavorra sulle politiche tese a risanare il debito pubblico.

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