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Economia

Uber: non solo taxi volanti, arrivano le biciclette elettriche. Ecco perché

La California fa da apripista a un progetto che punta a rendere più efficienti i trasporti con autista

In attesa che i taxi volanti a cui sta lavorando Uber diventino realtà, la società di trasporti offre ai cittadini di San Francisco un nuovo modo per spostarsi: le biciclette elettriche. Nella città californiana, racconta Slate, Uber ha stretto un accordo con la start up Jump Bikes specializzata in bicicletta con la pedalata assistita. Lo ha spiegato al New York Times Andrew Salzberg, responsabile della politiche di trasporto e della ricerca presso Uber, che ha sottolineato come questo sia solo il primo passo in un progetto di integrazione del bike sharing.

Le due novità della proposta

La prima novità consiste, appunto, nella presenza di un motore elettrico che permette di coprire dislivelli e distanze più ampie e senza eccessivo sforzo fisico, rispetto a quanto avviene con una tradizionale bicicletta. La seconda novità, invece, riguarda il gps incorporato che, da un lato elimina la necessità di una stazione di riconsegna (le biciclette si possono parcheggiare in aree segnalate semplicemente da un cartello) e dall’altro permette agli utenti di accedere al servizio attraverso l’app di Uber.

Le potenzialità delle biciclette elettriche

A differenza di quanto succede in Europa, il bike sharing è ancora una novità negli Stati Uniti, utilizzata soprattutto nelle università e nelle zone turistiche delle città. New York, Washington e Chicago hanno iniziato a sperimentare la formula, ma il potenziale delle biciclette elettriche è in gran parte ancora inesplorato. Lo dimostra la Cina dove l'avvento di biciclette dockless (cioè senza stazione di riconsegna) ha determinato un incremento dell’utilizzo. Le distanze percorse in bicicletta sono passate dal 5,5 all'11,6% del totale dei chilometri percorsi nelle città del paese. Nello Shenzhen, addirittura, 500mila biciclette dockless hanno permesso di tagliare del 10% l'utilizzo dell’auto.

Focus sugli spostamenti di media distanza

In risposta allo scetticismo per l'introduzione di questo modello nelle città degli Stati Uniti, caratterizzate da una superficie molto estesa, gli esperti fanno notare che quasi la metà dei viaggi in auto copre una distanza facilmente affrontabile da una bicicletta elettrica. Secondo il National Household Travel Survey, il 43% degli spostamenti in auto riguarda una distanza inferiore a sei chilometri. E il dato sale ulteriormente nelle città. E’ proprio a questi spostamenti di media distanza che si rivolge la proposta di Uber. La presenza di un motore elettrico sulla bicicletta, infatti, può far pendere l’ago della bilancia verso un mezzo di trasporto più ecologico, economico e veloce

Cosa ci guadagna Uber

Uber ha capito subito che questo si può tradurre in un vantaggio competitivo. Utilizzare le biciclette elettriche per il piccolo cabotaggio libera, infatti, gli autisti per i trasporti sulle distanze più ampie. Le biciclette elettriche, inoltre, hanno le potenzialità per ridurre il numero di auto in circolazione e questo garantisce maggiore velocità di spostamento ed è un'opportunità in più per gli autisti di Uber.

Per saperne di più:

- Uber, tutti i guai del 2017

- Perché Uber è una società di taxi


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