Zynga-Bwin.Party, licenziamenti e giochi (anche d'azzardo) per non affondare

La società di Mark Pincus chiude il trimestre in perdita e cerca il rilancio sui dispositivi mobili

La proiezione del brand Zynga a New York (Credits: AP Photo/Mark Lennihan)

Marco Morello

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Più che un’opportunità, il boom di telefonini e tavolette si sta rivelando una croce, un vero e proprio calvario, per le big company di web e dintorni. Dopo Facebook, che a quanto pare ne sta finalmente venendo a capo , dopo Google, che pure sul fronte ha mostrato qualche sbavatura e indecisione , ecco unirsi al coro anche Zynga, la società che ha inventato il social gaming grazie a titoli come FarmVille, CityVille e affini. Un’azienda che dopo un boom iniziale, è riuscita a bruciare in borsa il 75 per cento del valore delle sue azioni rispetto alla sua quotazione iniziale. E che, nel commentare un’altra trimestrale non proprio felice, con perdite per 52,7 milioni di dollari, pari a 7 centesimi ad azione, ha tirato fuori dal cilindro una litania già sentita altrove. «Abbiamo sottostimato la velocità di sviluppo del segmento mobile» ha detto Mark Pincus, il numero uno di Zynga.

In verità la situazione è molto più complessa di così. Dopo un iniziale innamoramento, dopo il boom di giochi in cui non conta soltanto la propria abilità, ma è necessario collaborare e interagire con altri utenti per salire di livello, c’è stata una continua emorragia. Sia per la forte concorrenza di app e dintorni lontano dal pc di casa, sia perché la società si è forse cullata troppo sugli allori e non ha saputo rinnovarsi come avrebbe dovuto. Risultato, è arrivato il momento di correre e in fretta ai ripari, per limitare i danni e non soccombere. «Zynga sta scommettendo tutto su un gioco chiamato sopravvivenza» ha scritto, senza ricorrere a nessun eufemismo, il Wall Street Journal.

Tanto per cominciare la cura prevede delle soluzioni dolorose: ridurre di circa il 5 per cento la forza lavoro. Un numero non piccolo, se pensiamo a una web company che conta più o meno 3 mila dipendenti. I tagli hanno riguardato oltre 100 impiegati nel quartier generale di Austin, mentre a Boston sono stati proprio chiusi gli uffici locali. E qualcosa di analogo potrebbe succedere in Giappone e in Inghilterra. Un modo per abbassare i costi e tentare di portare ancora più su i ricavi, che nell’ultimo trimestre sono saliti del 3,2 per cento attestandosi a 316,6 milioni di dollari e superando le aspettative degli analisti, che con Zynga tendono ormai a essere sempre più severi.

Mark Pincus comunque ci crede e indica la strada: intende arricchire il portafogli dei giochi sul web, con due nuovi titoli a trimestre, che raddoppieranno nel corso del 2013. Un modo per contrastare l’obsolescenza di proposte che ormai hanno perso il loro appeal originale. Di mettere in campo un turnover che fino a oggi non è stato sufficiente. Ma, soprattutto, parecchia enfasi verrà spostata su telefonini e tavolette, che al momento rappresentano solo il 20 per cento del core business della società. Che, peraltro, stata riorganizzato al suo interno, fondendo la squadra che si occupa dei giochi classici e quella che più si concentra sui dispositivi mobili.

La sfida sarà ricreare quell’«engagement», quel coinvolgimento tra utenti che è stato il sale del boom dell’azienda e del suo modello. Modello che comunque non è in crisi, almeno alla luce degli investimenti nel settore di colossi come Amazon o di software house specializzate come Electronic Arts. La colpa, i demeriti, sarebbero insomma solo di Zynga, che, ammissione dello stesso Pincus, ha registrato nelle sue proposte «un declino più veloce del previsto». Tradotto: «Non abbiamo creato abbastanza sfide per i giocatori» sia nei contenuti che nelle caratteristiche offerte. Non a caso FarmVille 2, seguito del primo fortunato capitolo, ha conquistato 17 milioni di persone nei suoi primi 21 giorni di vita.

Tutto ciò vale in attesa di calare l’asso, di mettere in piedi quell’iniziativa di cui Pincus parla da tempo e che a inizio 2013 potrebbe diventare realtà: spalancare le porte ai giochi con i soldi veri. Non negli Stati Uniti, dove non è possibile (la stessa Facebook si è dovuta arrendere all’evidenza), ma in altri mercati più ricettivi e smaliziati, a partire dal Regno Unito. Non a caso è stata ufficializzata la partnership con il colosso inglese di giochi on line Bwin.Party, la cui offerta spazia tra poker, casinò, bingo e affini. Per una società come Zynga che deve a tutti i costi far cassa e riconquistare la fiducia degli investitori, una corposa iniezione di denaro reale potrebbe rivelarsi una grossa boccata d'ossigeno.

Twitter: @marmorello

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