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Yougenio: l’altra faccia della digital economy

Svecchiare servizi classici, come quelli della pulizia e delle riparazioni domestiche non è semplice. Eppure Alvise Vigilante c'è riuscito

Addetti Yougenio

Antonino Caffo

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Da paradiso per i giovani a incubo contrattuale. La digital economy non vive un momento felice, almeno in Italia. Certo, considerare solo Foodora (i cui rider hanno scioperato e chiesto maggiori tutele) come l’estrema conseguenza di un eccessivo affidamento all’economia di condivisione non sarebbe giusto, ma tant’è. Mantenere prezzi bassi per i consumatori e vantaggiosi per i dipendenti (o meglio, collaboratori) non è sempre semplice, anzi è spesso impossibile, con quest’ultimi che finiscono col vivere situazioni tutt’altro che edificanti.

Dalle biciclette agli smartphone acquistati in maniera indipendente (altro che “bring your own device”) all’irrisorio tariffario per ogni consegna (2 euro per utente), c’è la parvenza che la concorrenzialità necessaria per sopravvivere nella giungla delle startup abbia raggiunto un limite. Eppure non è sempre così. Il lato oscuro della digital economy rappresenta solo una faccia della medaglia che, dall’altro lato, racconta di casi di successo che non per forza di cose vedono sacrificare la salute fisica e mentale di fattorini e professionisti.

Un esempio virtuoso (almeno fino al prossimo sciopero) è Yougenio, piattaforma per l’acquisto online di servizi professionali per la casa e la famiglia. Si tratta di un’idea scaturita dall’esperienza di Manutencoop Facility Management, gruppo italiano attivo nel settore della manutenzione degli immobili. La “startup” 70enne ha deciso di offrire anche al consumatore medio, una serie di prestazioni sinora rivolte alle aziende, in maniera semplice, diretta e trasparente. Sono oltre 120 le attività presenti sul sito: dalla pulizia del salotto al giardinaggio, passando per traslochi e riparazioni idriche ed elettriche. Il vantaggio? Si sa sempre prima quanto si spende, visto che il lavoro è retribuito non in base al tempo necessario ma al risultato da raggiungere. Ne abbiamo parlato con Alvise Vigilante, CEO della compagnia.

Yougenio è figlio della Digital Economy per la quale, dopo l’entusiasmo iniziale, stanno emergendo criticità circa le condizioni dei collaboratori. Come vi comportate?

Quello che ci contraddistingue dalle altre aziende (che nella maggioranza dei casi offrono forme di lavoro precario) è che il nostro personale è assunto a tempo indeterminato, assicurato e perfettamente selezionato e formato.

Vogliamo garantire ai nostri clienti professionalità e sicurezza ma soprattutto riteniamo che le risorse siano la chiave per il successo. Per questo adottiamo formule di incentivazione con cui riconosciamo ai nostri operatori una percentuale sulla vendita e la fornitura dei servizi. Sono tutti dotati di smartphone e biciclette con pedalata assistita (o automobili a seconda dell’attrezzatura) forniti da noi. Si tratta di incentivi che contribuiscono a ridurre il lavoro in nero che, nel settore delle pulizie, registra numeri purtroppo considerevoli. 

Alvise Vigilante

Alvise Vigilante, CEO di Yougenio

Qual è il valore stimato del mercato del cleaning?

Parliamo di circa 6,3 miliardi di euro, compresa una percentuale di mercato sommerso pari al 66% del totale (4,2 miliardi di euro), mentre per quanto riguarda i servizi manutentivi il mercato raggiunge i 5,5 miliardi (con circa 15% di sommerso).

Chi sono i vostri diretti competitor?

In realtà operatori come Yougenio, al momento, in Italia non ce ne sono. Esistono dei soggetti “similari” che non offrono la vasta gamma di prestazioni presente nel nostro portafoglio. Al massimo esistono dei marketplace, punti di incontro tra domanda e offerta, che non garantiscono un necessario livello di qualità e affidabilità. Noi siamo direttamente i “provider”, quelli che rispondono alle esigenze delle persone, senza intermediari (abbattendo dunque i prezzi).

Cosa c’è nel futuro?

Ad oggi Yougenio è disponibile a Milano, Bologna e Firenze e relative province, con un prossimo sbarco a Roma. L’obiettivo è di arrivare in tutte le principali città italiane che superano i 50.000 abitanti. Non solo nell’ambito delle pulizie, ma anche dei servizi alla persona. Cresciamo molto in fretta; lo dobbiamo al nostro impegno ma anche al costante feedback di utenti e sostenitori.

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