Pro e contro del Wi-Fi in aereo

Aumentano le compagnie che portano la banda larga ad alta quota. Ma è davvero una conquista?

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Wi-Fi in aereo (iStock)

Massimo Morici

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Sembra inarrestabile la diffusione dei servizi wi-fi in aereo. Nelle ultime settimane è stata la tedesca Lufthansa ad annunciare il lancio della banda larga sui voli di breve percorrenza a partire dall'estate del 2016.

Lufthansa è la più grande compagnia europea. La numero due è Ryanair e offrirà i servizi wi-fi non prima del prossimo anno. British Airways lo fa già, ma solo sugli A380.

L'annuncio è insomma un passo importante per il trasporto aereo europeo, come ha sottolineato di recente in una breve analisi il settimanale britannico The Economist.

Perché sul fronte dell'offerta di servizi digitali ad alta quota l'Europa è ancora il Vecchio Continente.

Oltreoceano, infatti, la compagnia low-cost americana Virgin America del britannico Richard Branson offre la possibilità di connettersi via wi-fi in tutti i suoi apparecchi.

Non solo. Branson è lungimirante e il suo prossimo obiettivo è la banda larga a bordo grazie a un accordo con un operatore satellitare (Viasat).

Il magnate è inoltre in trattativa con Netflix per consentire ai viaggiatori di accedere ai contenuti video online, dai film ai TV show.

Il rincorrersi delle compagnie trasformerà la cabina dei passeggeri in un ufficio volante dove potremmo fare tutto quello che già facciamo in ufficio o a casa con il nostro pc, tablet o smartphone?

Anzitutto, connettersi in aereo non è facile come a casa. Vero?

Gli italiani lo sanno bene: qualcosa di analogo accade nei treni ad alta velocità, dove il segnale va e viene e anzi peggiora se aumenta il numero di passeggeri che si connettono contemporaneamente.

Poi c'è la questione (non secondaria) dei prezzi.

Ad oggi, il servizio wi-fi a bordo costa in America 5 dollari l'ora o 14 dollari per 24 ore.

Troppo? Forse sì: solo il 10% degli americani è disposto a pagare per connettersi in aereo, secondo TripAdvisor. Non è difficile immaginare una simile percentuale tra gli italiani.

Infine, non mancano i contro.

La possibilità di chiamare gratis via web aumenterebbe il chiasso a bordo.

Il secondo aspetto è il lavoro: il giornalista dell'Economist alla fine della sua analisi ammette di essere più produttivo in aereo, proprio perché lassù non c'è la possibilità di connettersi.

La rete è fonte di distrazione, soprattutto i social network.

Perché privarsi di una o due ore di silenzio e concentrazione ad alta quota?

Leggi l'articolo originale sul sito dell'Economist

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