Perché investire sui camion che si guidano da soli conviene

Otto, la startup americana pronta a rivoluzionare il business dei trasporti pesanti

camion

– Credits: David McNew/Getty Images

Claudia Astarita

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Mentre continua il testa a testa tra Google e Tesla per la commercializzazione delle prime automobili in grado di guidare da sole, negli Stati Uniti c'è chi è convinto che sarebbe più facile, efficiente e redditizio concentrare sforzi e ricerche in un altro settore, quello degli autocarri, naturalmente senza autista.

Il motivo è molto semplice: avrebbero un costo sì più elevato, ma anche più facilmente ammortizzabile. Cerchiamo di capire perché.

Il business dei camion senza autista

Come spiega molto bene il New York Times, secondo le stime più attendibili le automobile senza autista arriveranno sul mercato con un costo di circa 75mila dollari. E anche se grazie ai rapidi passi avanti che la tecnologia nel frattempo il prezzo di questi nuovi veicoli diventerà più accessibile, le automobile che si guidano da sole non riusciranno mai a trasformarsi in un prodotto di massa.

Molto diverso il caso degli autocarri che non hanno bisogno di autista. Questo perché anche se al momento pare finiranno col costare il doppio rispetto alle automobili (stime affidabili parlano di 150mila dollari), chi vorrà servirsene avrà comunque la possibilità di ammortizzarne i costi. Come? Tagliando sugli stipendi degli autisti: le grandi compagnie di trasporti potranno infatti aumentare l'operatività dei loro veicoli permettendo a chi li guida di continuare a viaggiare anche durante quelli che fino ad oggi sono stati momenti di riposo necessari; chi lavora in proprio potrà invece rinunciare a pagare un co-autista per l'affiancamento nelle tratte più lunghe.

Quindi insomma, progresso sì, ma con ricadute estremamente negative sul piano dell'occupazione. Vero, dicono gli esperti, sottolineando tuttavia la necessità di accettare che tanti altri progressi tecnologici hanno di fatto annullato tutta una serie di professionalità. Tuttavia, non possono neppure essere trascurati i vantaggi a livello di efficienza nei trasporti e sicurezza sulle strade.

Chi investe negli autocarri che si guidano da soli

Nonostante queste prospettive di business particolarmente promettenti, non sono in tanti gli interessati a investire sui camion che viaggiano da soli. Al momento l'operatore più attivo nel settore è una startup di nome Otto fondata lo scorso gennaio da due ex ingegneri di Google, Anthony Levandowski e Lior Ron. La sede, però, non è in uno dei palazzi scintillanti della Silicon Valley, ma in un garage in prossimità di una delle uscite dell'autostrada che porta a San Francisco.

In pochi mesi Otto ha messo in piedi una squadra di 41 persone, con l'aiuto delle quali la startup è già riuscita a portare a termine i primi test su tre autocarri Volvo. Una manciata di giorni fa, il primo camion modificato dagli ingegneri di Otto ha completato il suo primo tour di prova sulle strade del Nevada.

Per i fondatori di Otto il momento della commercializzazione non è così lontano, pur anticipando che in una fase iniziale i loro camion non potranno circolare su tutte le strade, perché per poter raggiungere questo obiettivo il supporto tecnologico dei nuovi veicoli dovrà essere migliorato molto. Sui tempi però non si sbilanciano, forse perché questi ultimi dipendono dal sostegno che hanno ricevuto e continueranno a ricevere dai loro sostenitori finanziari, sull'identità dei quali i due ingegneri ex-Google non hanno fornito dettagli.

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