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Pagare con Facebook? L'Europa dice sì

Via libera dalla Banca Centrale: si potranno effettuare transazioni sul social network senza autorizzazioni dai singoli Paesi. Cosa cambia per gli utenti

facebook non funziona italia

Roberto Catania

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Pagamenti via Facebook. È un po’ che se ne parla, ma per il momento tutto sembra essersi fermato alle chiacchiere. In realtà, seppure a piccoli passi, la macchina dei pagamenti sul portale dell’amicizia sta cominciando a muovere i suoi passi. Soprattutto sul piano delle autorizzazioni.

È di poche ore fa la notizia della concessione della cosiddetta licenza e-money da parte della Banca Centrale irlandese. Facebook, in pratica, avrebbe ottenuto dalla principale istituzione bancaria europea il semaforo verde per diventare a tutti gli effetti un’emittente di moneta elettronica su tutto il Vecchio Continente, proprio come già accade negli Stati Uniti. L’ok dell’Europa consentirà infatti agli iscritti del social network di aprire un deposito sulla piattaforma del social network, nonché di utilizzare un account Facebook per fare acquisti online o trasferire soldi elettronici; il tutto - e qui sta la parte più importante dell’intesa - senza bisogno di chiedere autorizzazione dai singoli paesi.

Facebook come una banca?
Gli interessi di Facebook nel mondo dei pagamenti elettronici non sono molto distanti da quelli già palesati da altri grandi colossi dell’industira digitale, a cominciare da Google ed Amazon. La possibilità di creare veri e propri e-wallet completamente integrati all’interno della piattaforma, garantirebbe una gestione più agile delle transazioni, oltre che una rendita più alta per Zuckerberg e compagni. Il solo mercato delle rimesse (i trasferimenti di denaro da un Paese all’altro) vale circa 500 miliardi di dollari all’anno, secondo una stima della Banca Mondiale.

"I sistemi di pagamento sono l'equivalente delle carte di credito soprattutto nei mercati emergenti laddove le infrastrutture bancario non sono così mature come in Europa o Stati Uniti”, spiega Brian Blau, analista di Gartner ed è proprio qui che Facebook può fare la differenza. Di certo, l'approvazione da parte della Banca Centrale irlandese porta Facebook ad essere assoggettata agli stessi controlli di una banca, obbligandola a separare i fondi equivalenti alla quantità di moneta elettronica emessa.

Ora serve la fiducia degli utenti 
Vista così sembrerebbe l'ennesima opportunità pronta rimpinguare le casse di Menlo Park, ma le incognite sul futuro dei pagamenti su Facebook sono ancora tante. Secondo una recente ricerca di Yankee Group, solo il 10% dei consumatori statunitensi si affiderebbe a un portafoglio elettronico costruito nel recinto di Facebook, in ragione delle preoccupazioni legate alla sicurezza e alla privacy.

Del resto, il fallimento di Facebook Credits - il primo esperimento di moneta elettronica sviluppato dal social network per le transazioni in-app - dimostra che la strada che porta alla realizzazione di un sistema proprietario di pagamento è tutt’altro che agevole.

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