LinkedIn: sei mosse per avere successo

Per il 2013, il social business network aggredisce il settore vendite, aumenta i prezzi e corteggia il mobile. Ma è solo l'inizio

Il logo di LinkedIn fotografato presso la sede dell'azienda a San Anselmo, in California (Justin Sullivan/Getty Images)

Stefania Medetti

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Forte dei risultati superiori alle previsioni degli analisti per il settimo trimestre consecutivo , LinkedIn si può permettere di guardare al 2013 con qualche ambizione. Lo dimostrano le sei mosse strategiche che ha in programma per quest’anno, come evidenzia Forbes che ha letto fra le righe della conference call sui risultati finanziari del social business network.

La prima mossa è quella di allargare la propria presenza. La maggior parte del giro d’affari, infatti, proviene dagli Stati Uniti e da altri Paesi di lingua inglese, come il Regno Unito, l’India, il Canada e l’Australia. Il ceo Jeff Weiner ha sottolineato le potenzialità del mercato europeo, in particolare di Italia e Spagna, che sta crescendo a un ritmo inaspettato. LinkedIn , infatti, aggiunge due nuovi membri al secondo , di cui la maggior parte fuori dagli Stati Uniti. Per questa ragione, dunque, cresceranno i servizi in altre lingue, migliorando l’usabilità locale e facilitando il compito alle multinazionali anglosassoni.  

Il secondo progetto riguarda i venditori. Gli esperimenti condotti lo scorso anno con Sales Navigator , il servizio a pagamento che permette ai venditori di ricercare potenziali clienti fra i 202 milioni di membri del network, sono stati incoraggianti. E fra gli analisti c’è chi ritiene che LinkedIn potrà rivoluzionare le vendite come ha già fatto per la selezione del personale. Gli strumenti di ricerca (per cui i selezionatori pagano fino a ottomila dollari l’anno), hanno spinto il fatturato di LinkedIn oltre il miliardo di dollari. La ricerca del personale rappresenta il 55% del giro d'affari di LinkedIn, ed era il 22% nel 2009. Secondo Weiner, Sales Navigator potrà trasformare le telefonate dei venditori in una potenziale vendita. Quello che resta da scoprire è come LinkedIn riuscirà a rendere un servizio utile ai venditori, senza infastidire i clienti iscritti al network.

Terzo obiettivo: far crescere la sezione “notizie e consigli” ospitata dalla home page. L’idea di dare spazio ai commenti di consulenti, executive, professionisti e giornalisti è risultata vincente. Weiner si è detto molto soddisfatto dell’interesse della comunità: alcuni post hanno superato il milione di contatti. Richard Branson, per esempio, è il commentatore più popolare a cui più recentemente si sono aggiunti il tycoon dello sport Mark Cuban e il ceo di GE Jeff Immelt. L’elenco di chi vorrebbe partecipare, scrivendo come “influencer”, continua a crescere ogni giorno. Segno, dunque, dell’interesse del pubblico.

Quarto obiettivo: incrementare i prezzi. Steve Sordello, chief financial officer, ha annunciato un aumento di qualche punto percentuale per il secondo trimestre dell’anno per il servizio Recruiter e per gli annunci di lavoro individuali negli Stati Uniti. Il management, infatti, è consapevole che il bacino di utenza è cresciuto moltissimo negli ultimi due anni e che, in controtendenza a quanto avviene nel mercato (Facebook, per esempio, ha ridotto i prezzi di alcuni spazi pubblicitari), la posizione dominante di LinkedIn lascia spazio di manovra sotto il profilo economico.

Quinta mossa in agenda: continuare ad assumere. Per il 2013, ci saranno oltre mille nuovi ingressi, che si aggiungeranno al team di 3500 persone. Le aree più dinamiche saranno ricerca e sviluppo e vendite e marketing. Infine, sesto obiettivo: LinkedIn ha in programma di accelerare sul mobile . Attualmente, il 27% dei visitatori accede da uno smartphone, mentre era solo il 15% un anno fa.

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