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Il futuro di Candy Crash dopo l'operazione Activision

Ecco perché le peculiarità del mercato del mobile gaming possono essere un ostacolo al successo

Candy Crush

– Credits: Philippe Huguen/AFP/Getty Images

L’acquisizione da 5,9 miliardi di dollari di King Digital Entertainment, l’azienda britannica che ha dato i natali al mobile game Candy Crush, rappresenta il più ricco passaggio di proprietà di una società britannica degli ultimi quattro anni. E, contestualmente, permette ad Activision Blizzard, che ha firmato video game di successo come “World of Warcraft” e “Call of Duty”, di diventare il primo operatore nel settore del gaming mobile, visto che si porta a casa anche i circa 500 milioni di utenti attivi che, ogni mese in tutto il mondo, giocano sulle piattaforme di King Digital.

Ma quali sono le implicazioni per il futuro di Candy Crush? Secondo le proiezioni di Activision presentate in una conference call con gli analisti all’indomani dell’acquisizione, il mercato del gaming mobile dovrebbe passare dai 36 miliardi di dollari attuali ai 55 del 2019. Ma si tratta di un mercato altamente variabile ed eccezionalmente imprevedibile. I videogiochi che arrivano a conquistare il favore del pubblico allargato, infatti, hanno alcune caratteristiche comuni: sono molto semplici, non richiedono particolari competenze da parte dei giocatori e, proprio per la loro semplicità, possono essere realizzati da programmatori di medio livello. Viste queste premesse, difendere le quote di mercato è quasi impossibile. Lo sa bene Zynga, la social e mobile gaming company produttrice di Farmville che, dopo la quotazione del 2011, non è più riuscita a replicare il proprio successo.

Concorrenza agguerrita

A questo va aggiunta la parabola discendente dell'utenza di Candy Crush. Nell’ultimo trimestre del 2013, infatti, gli appassionati del video gioco avevano speso 493 milioni di dollari. Un anno più tardi, alla fine del 2014, il totale si attestava su 263 milioni di dollari. Per quanto altri giochi di King Digital abbiano in parte compensato la riduzione dello spending, il 97,7% degli utenti gioca gratuitamente e solo circa il 2,3% del totale spende in gaming una media mensile di 23 dollari, ricorda il Guardian.

All'indomani dell'acquisizione, dunque, resta un punto di domanda sulla capacità di King Digital di dare vita a un nuovo gioco in grado di catalizzare l’attenzione dei giocatori di tutto il mondo. Lo sottolinea Fortune che spiega come, nel mobile gaming, non si siano ancora visti i casi di due grandi successi usciti dalla stessa azienda. Per questa ragione, il magazine fa notare che Activision avrebbe potuto aspirare a un ruolo di primo piano comprando invece centinaia di start up del settore che, non avendo ancora esordito con un gioco di grande successo avrebbero, paradossalmente, avuto più chance per farlo. E’ vero che adesso Activision porta in dote la propria esperienza di produttore, ma se davvero il mobile gaming crescerà vertiginosamente nei prossimi anni, c’è il rischio che qualche player ancora sconosciuto andrà all’incasso, rubando la scena a Candy Crush.

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