Ecco perché le azioni Facebook sono tornate a 38 dollari

Dopo aver toccato il minimo a 17,55, il titolo è risalito intorno al prezzo di quotazione. Grazie ai buoni risultati trimestrali, allo scatto della pubblicità sul mobile e alle prospettive sui video

Era il 18 maggio 2012 e Facebook si quotava sul listino americano del Nasdaq al prezzo di 38 dollari per azione. Un dramma. Il crollo fu quasi immediato. Prima verso quota 27 poi, dopo un saliscendi durato qualche mese intorno a 33-35 dollari, giù in picchiata fino a 17,55 dollari. Ora la lenta ma significativa ripresa. In questa settimana le azioni sono tornate a gironzolare intorno ai 38 dollari per azione. Facebook ha recuperato tutte le perdite (qui sotto il grafico proposto dal sito del Nasdaq dal giorno del debutto a oggi). A cosa è dovuto questo nuovo entusiasmo?

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L'unica cosa veramente certa è che i problemi di Facebook negli ultimi mesi hanno avuto una sola grande ragione: il mobile. L'azienda, aveva giurato Mark Zuckerberg al momento del debutto in Borsa, avrebbe aggredito il mercato con la pubblicità sui dispositivi mobili e questa sarebbe stata la nuova, potente leva di crescita. Niente di tutto ciò è avvenuto. O meglio, non nei tempi sperati da investitori e analisti che hanno penalizzato i ritardi nel piano industriale di Zuckerberg con ondate di vendite delle azioni.

Ora, come spiegato anche qui pochi giorni fa la musica sta cambiando: nel secondo trimestre del 2013 la società è riuscita a far pesare per il 41% sul totale dei ricavi pubblicitari (1,6 miliardi di dollari) la parte che arriva dai dispositivi mobili. Da zero a quasi la metà. E ha stupito il mercato che si aspettava un impatto non superiore al 33%. In più su 1,15 miliardi di utenti, 819 milioni hanno avuto accesso al sito o a una dalle sue app lontano da casa almeno una volta in un mese: il 9% in più dei tre mesi precedenti.

Questi dati si sono sommati ai risultati dell'ultimo trimestre (marzo-giugno) con un fatturato in crescita del 53% rispetto a tre mesi prima (1,8 miliardi di dollari e un utile di 333 milioni. (Leggi anche qui per l'analisi dei risultati )

Di più: stando a quanto indica l'autorevole Mashable a giocare a favore di Facebook sarebbe anche l'ultimo report reso noto da Bloomberg in cui si parla del fatto che l'azienda sarebbe in grado di vendere 2,5 milioni di dollari al giorno di pubblicità video sul proprio social network, e di poter garantire una buona funzionalità grazie soprattutto all'evoluzione delle reti 3G di nuova generazione e dell'LTE. Dati che, se confermati, sarebbero davvero sensazionali.

Dunque, ciò che Zuckerberg diceva qualche mese fa della propria strategia sul mobile mentre le azioni crollavano, ovvero "Siamo solo agli inizi", forse non era sbagliato. Un po' come dire: "datemi tempo". Vedremo se il tempo ora gli è bastato.

Il mercato di certo fino a oggi è stato spietato. L'indice Standard&Poor's da quando Facebook si è quotata è cresciuto del 30%. Mentre l'azienda di Zuckerberg ha messo a segno un misero... 0%.

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