Blackberry, la cura del ‘10’ non basta

A sei mesi dall’uscita del nuovo sistema operativo le vendite della società canadese non sono ancora soddisfacenti. Ecco perché

Heins-BlackBerry-Z10

Roberto Catania

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Ci si aspettava molto dai dati dell’ultima trimestrale BlackBerry, quasi fosse un primo test di maturità per BlackBerry 10, il sistema operativo del rilancio presentato a inizio anno .Ebbene, i risultati appena pubblicati dalla casa canadese non appaiono incoraggianti. Blackberry ha chiuso il bilancio relativo al primo trimestre del 2013 con perdite per 67 milioni di dollari. I ricavi salgono invece a 3,1 miliardi di dollari, ma si tratta di un aumento che non soddisfa gli analisti che si attendevano un crescita a 3,36 miliardi di dollari. Da shock la reazione a Wall Street: il titolo BlackBerry – nel momento in cui vi scriviamo – perde oltre il 25%.Agli azionisti, evidentemente, non sono piaciuti i dati di vendita dei nuovi smartphone di punta della società, il BlackBerry Z10 e il BlackBerry Q10: 2,7 milioni di pezzi venduti (su un totale di 6,8 milioni), fra gennaio e marzo. Per avere un confronto, basti pensare che nello stesso periodo dell’anno (dati Gartner) Samsung ha piazzato 64,7 milioni di smartphone, Apple 38,3 milioni di iPhone e Nokia 5,6 milioni di terminali Lumia.Va detto – a parziale attenuante del dato – che uno dei nuovi terminali in questione (il BlackBerry Q10) è arrivato in molte parti del mondo a trimestre già avviato. Ma, è inutile girarci intorno, i risultati sono comunque modesti per quelli che sono stati presentati come gli smartphone della riscossa. Lo stesso Thorsten Heins, fino a qualche mese fa parlava di potenzialità da 10 milioni di unità .Per il CEO tedesco e i suoi dipendenti si apre ora una nuova fase di riflessione nella quale sarà indispensabile individuare le eventuali criticità del progetto e cercare – se possibile - di raddrizzare il tiro. Di certo, la casa canadese paga il ritardo con cui è approdata nel mondo dei telefonini touch. Il BlackBerry Z10 – che di fatto può essere considerato il primo modello dell’azienda interamente pensato per il controllo senza pulsanti fisici – è arrivato 6 anni dopo l’iPhone e in un mercato che, seppure in continua crescita, è attualmente ben presidiato dal duopolio Google-Apple: i dispositivi basati su Android e iOS oggi rappresentano più del 90% del mercato.In questo senso, i dati dell’ultima trimestrale sembrano suggerire che BlackBerry non dispone ancora di armi così affilate per strappare quote significative ai due colossi californiani. BlackBerry 10, è vero, ha introdotto alcuni significativi elementi di novità, come la tastiera intelligente e il pratico hub per la gestione centralizzata degli account, ma l’impressione è che l’utenza percepisca il progetto della Mora come qualcosa di alternativo e non di realmente innovativo rispetto a quanto si è visto finora nel mondo della telefonia smart.Fare oggi bilanci definitivi è comunque prematuro. Operazioni di rinnovamento come quella praticata da BlackBerry hanno bisogno di tempo per essere completamente digerite dai consumatori. Nokia, per fare un esempio non troppo distante, ha impiegato circa due anni a portare il progetto Windows Phone su un binario stabile. Di certo, la società canadese ha ancora molto da lavorare per smantellare certi preconcetti culturali che gravitano ancora sul suo conto. A cominciare da quel vecchio luogo comune secondo cui i BlackBerry sono ancora quei telefonini Qwerty destinati agli uomini d’affari.

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