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Apple: l'Iphone vende, l'Ipad meno del previsto

L'azienda chiude il terzo trimestre con 36 miliardi di ricavi e 8,2 di utile. Occhi puntati sul Natale

Tim Cook logo Apple

– Credits: AP Photo/Paul Sakuma, File

Ormai lo sappiamo. Quando le trimestrali di Apple arrivano all’indomani (o in prossimità) di un nuovo annuncio occorre sempre indossare un bel paio di guanti e maneggiare i dati con cura.

Lo abbiamo visto già questa estate , nei giorni dell’attesa per il nuovo iPhone 5, ed è così anche oggi, all’indomani della comunicazione dei risultati del Q4 praticamente in concomitanza con l’uscita della nuova lineup degli iPad.

Partiamo dai dati nudi e crudi. Che ci dicono che negli ultimi tre mesi Apple ha racimolato 36 miliardi di euro di fatturato (con una crescita del 27% rispetto allo scorso ) per un profitto complessivo di 8,2 miliardi di dollari. A trainare le vendite sono stati come di consueto i due prodotti di punta del portfolio iOS: l’iPhone (quasi 27 milioni di pezzi venduti) e l’iPad (14 milioni). Decisamente più staccato il terzo "moschettiere" dell'armata mobile, l’iPod, che è anche l’unico dispositivo in calo (di quasi 20 punti percentuali), ma anche questa non è una novità.

Il dato di sintesi, dunque, potrebbe essere questo: Apple cresce rispetto allo scorso anno ma rimane sostanzialmente stabile rispetto all’ultimo trimestre del 2012 (anzi gli utili calano); bene l’iPhone, i cui risultati sono andati ben oltre le previsioni. Meno brillanti, invece, le performance dell’iPad che – seppure in crescita rispetto allo scorso anno – perde per strada quasi tre milioni di pezzi rispetto al Q3 (17 milioni contro 14).

Il tutto però va però considerato in un momento di grande ricambio generazionale. L’attesa per i nuovi iPad ha presumibilmente frenato la corsa agli acquisti. Del resto, a giudicare dalle novità presentate questa settimana al California Theatre , gli utenti avevano più di un motivo per aspettare, visto che oggi si ritrovano con una possibilità di scelta pressoché raddoppiata (ben 14 modelli di tablet da 329 a 829 dollari) e soprattutto con una serie di prodotti decisamente più evoluti rispetto al passato.

Wall Street, va detto, ha accolto tiepidamente l’arrivo delle nuove tavolette. Dallo scorso martedì – vale a dire dal giorno dell’annuncio ufficiale dei nuovi dispositivi – il titolo Apple ha perso il 3,86%. Il motivo? Gli analisti a quanto pare si aspettavano un prezzo più aggressivo delle nuove tavolette in formato ridotto: un entry-level da 329 dollari, sostengono in molti, non avrà vita facile dinnanzi all’offerta low-cost (199 dollari) di Google e Amazon. C’è poi il rischio concreto che l’iPad mini finisca per cannibalizzare il suo fratello maggiore, con tutto ciò che ne potrebbe derivare a livello di profitto.

A questo punto tutti gli occhi sono puntati sul Natale e sull’ultima trimestrale dell’anno per capire meglio quali saranno gli effetti concreti del vernissage autunnale di Cupertino. Anche in considerazione delle (tante) novità presentate dalla concorrenza, Microsoft in primis.

Le aspettative non riguardano solo la rinnovata collezione autunno-inverno degli iPad, ma anche i nuovi iMac e Mac mini (appena rinfrescati) e lo stesso iPhone. Non dimentichiamoci, infatti, che i dati relativi a questo trimestre (dal 1 luglio al 30 settembre) tengono conto solo in minima parte dell’effetto (benefico) dell’iPhone 5, computato per i soli primi 9 giorni di vita.

Tim Cook, nel frattempo, sprizza ottimismo da tutti i pori: blandisce il nuovo iPad mini ("un prodotto eccezionale", non un "compromesso" come i 7 pollci della concorrenza), e a chi gli chiede cosa ne pensa di Surface risponde: “Mi sembra un prodotto un po’ confusionario. Un po’ come una macchina che sa volare e andare sull’acqua, ma che presumibilmente non sa fare bene nessuna delle due cose”.

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