Apple: il nuovo iOS7 divide, anche in Borsa

Tiepide, per il momento, le reazioni dei mercati all’annuncio del nuovo sistema operativo che equipaggerà iPhone, iPad e iPod. Ma il momento della verità sarà l’autunno

La presentazione Apple del 10 giugno (Credits: Kim White/Getty Images)

Roberto Catania

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Bello, bellissimo. Macché brutto, bruttissimo. Mai annuncio di Apple aveva provocato reazioni così controverse. iOS 7 , il sistema operativo svelato ieri a San Francisco, ha letteralmente spaccato in due la platea di utenti e addetti ai lavori. C’è chi lo considera un passo avanti rispetto al passato, soprattutto per tutto ciò che porta in dote sul piano della semplificazione, e chi invece boccia il depauperamento – soprattutto stilistico – dell’interfaccia, che ha abbandonato le agente in pelle, i bloc notes, gli ingranaggi in metallo e tutte le altre icone un po’ vintage, per puntare su un look essenziale e stilizzato.

Una cosa però è certa. Comunque la si voglia vedere, quella di Apple non può essere considerata una mezza scelta. La società di Cupertino ha imboccato una strada tutta nuova nella quale tutto sembra orientato alla semplicità d’uso. Simplicity isn’t simple recita il mantra di Jonathan Ive, l’uomo che ha disegnato tutti i prodotti Apple di successo e che proprio su iOS7 si è cimentato per la prima volta sull’intangibile realtà del software. Qualche mese fa Tim Cook gli ha chiesto di occuparsi non solo dell’esterno dei dispositivi Apple ma anche della loro anima. Un vero mandato a innovare consegnato nelle mani di chi, più di tutti, ha tradotto in pratica la filosofia del "think different".

Cambiamento dunque. Nell’ottica di quell’innovazione che dalla morte di Steve Jobs viene continuamente tirata in ballo ogni qual volta il titolo Apple perde terreno in Borsa. "Can't innovate any more, my ass", ha ironizzato il capo del Marketing di Apple Phil Schiller presentando il nuovo Mac Pro, l’avveniristico computer a forma cilindrica, quasi a zittire tutti i detrattori della società e in particolare gli analisti, che da qualche tempo a questa parte – da quando cioè il titolo Apple ha invertito la rotta a Wall Street (-38% dal massimo storico toccato lo scorso mese di settembre) – non perdono occasione di bacchettare le strategie della Mela.

Giusto per la cronaca. Il titolo Apple ha chiuso ieri in leggera perdita (-0,66%), segno che anche gli investitori, forse, appaiono divisi nel giudicare le ultime mosse della società. In realtà tutti gli occhi sono già puntati al prossimo autunno, quando cioè iOS7 farà il suo debutto ufficiale all’interno dei nuovi (e i vecchi) iPhone, iPad e iPod. Apple rimane, fino a prova contraria, soprattutto un venditore di hardware. E allora bisognerà aspettare ancora un po' per capire se il nuovo sistema operativo sarà in grado di dare nuova linfa agli iDevice che verranno.

Il rischio di perdere per strada qualche utente, deluso dalla rivoluzione copernicana attuata da Jonathan Ive, c’è. Ma è altrettanto vero che la società può ora contare su tutta una serie di risorse in grado di aumentare il proprio appeal. C’è iTunes Radio, il servizio di streaming musicale (gratuito e senza pubblicità per chi ha già sottoscritto ) che permette di creare un flusso di canzoni omogenee a partire da una traccia predefinita, c’è un nuovo sistema per organizzare le foto, ritoccarle coi filtri e condividerle che rappresenta una vera e propria alternativa a Facebook e Instagram, e c’è anche una nuova versione di iWork (l’Office di Apple) concepita per lavorare online, proprio come ci hanno insegnato Google (prima) e Microsoft (poi).

Queste, di fatto, sono le prime vere novità dell’iPhone 6, lo smartphone che Apple presenterà il prossimo mese di settembre e che ci dirà di più su quello che è – ormai possiamo dirlo – il nuovo corso di Apple.

 
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