Le app che aiutano a boicottare le imprese amiche di Trump

La tecnologia fornisce ai consumatori nuovi strumenti per scegliere facendo acquisti

Pollice verso il basso

Pollice verso il basso – Credits: iStock - zakokor

Stefania Medetti

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All’indomani dell’insediamento di Donald Trump alla Casa Bianca, le persone si stanno rendendo conto che possono votare ogni giorno con i loro acquisti. Perché possono scegliere marchi che - a seconda dei propri orientamenti politici - supportano o meno il nuovo presidente. Diverse aziende e i loro manager, infatti, hanno preso una posizione. E’ il caso di Kevin Plank, amministratore delegato del marchio di abbigliamento sportivo Under Armour, che ha definito Donald Trump “un elemento di valore per il paese” o del vice presidente di New Balance che ha dichiarato che, con l’arrivo di Trump, le cose iniziano ad andare per il verso giusto. I consumatori non stanno a guardare. Lo si è visto con l’aumento del traffico in store registrato nelle caffetterie Starbucks, dopo che il ceo Howard Schultz ha criticato il bando sull’immigrazione di Trump e ha annunciato l’intenzione di assumere migliaia di rifugiati.

Toccare il portafogli

Adesso, la tecnologia dà una mano ai consumatori. Lo racconta Forbes che dedica un articolo alle nuove app come Boycott Trump. Realizzata dalla Democratic Coalition Against Trump, l’app è un database sempre aggiornato delle aziende che sostengono Trump e conta oltre 325mila utenti e 250 aziende monitorate. L’elenco comprende aziende di proprietà del presidente, brand che offrono il proprio supporto o hanno legami di business, come Gucci e Macy’s che sponsorizzano il programma Celebrity Apprentice; KitchenAid che supporta un torneo di golf sotto l’insegna Trump e MillerCoors, il cui presidente ha promosso una raccolta fondi per la campagna di Trump. “Boicottando queste aziende, i clienti hanno la possibilità di danneggiare Trump e i suoi alleati nel punto per loro più importante, cioè il portafoglio”, commenta Nathan Lerner, direttore esecutivo dell’organizzazione. La app, insieme a Tinder, è oggi una fra le prime cinque più scaricate nella sezione lifestyle. Nel conto degli utenti, in realtà, figurano anche i consumatori che usano l'app per supportare Trump. 

Focus sulla rete

Dietro le quinte, gli organizzatori aggiornano l’elenco dei marchi tenendo d’occhio l’attualità e presto - fanno sapere - aggiungeranno un altro centinaio di nomi. Ma in arrivo ci sono anche nuove funzionalità: la possibilità di mandare una mail direttamente alle aziende per comunicare il proprio disappunto e una “scorciatoia” per twittare su una particolare azienda. Un’altra app chiamata Buycott, invece, informa i clienti se il prodotto che stanno per comprare ha espresso supporto al nuovo presidente. I clienti devono semplicemente usare l’applicazione come uno scanner per “leggere” il codice a barre e scoprire se si tratta di un prodotto che configge con le proprie posizioni politiche. Buycott, inoltre, ha in programma anche un’estensione per Chrome che permette di monitorare anche lo shopping online. In pratica, funzionerà come un plug-in che blocca siti di attività commerciali pro-Trump, indica prodotti e servizi che supportano il presidente e suggerisce delle alternative di acquisto.

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