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Amazon vuole diventare una banca

Pagamenti elettronici, carte di credito e di debito, prestiti: il gigante dell'ecommerce può dire la sua (anche) nel mondo dei servizi finanziari

Amazon

Roberto Catania

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La strategia è chiara: offrire servizi sempre più competitivi per diventare un punto di riferimento anche nel mondo delle transazioni. Amazon non lo dice apertamente, ma i fatti dimostrano quanto sia elevato, ormai, il suo interesse verso le attività a carattere finanziario.  

L’idea non è necessariamente quella di scalzare le banche, quanto piuttosto ritagliarsi un ruolo di primo piano in tutte quelle attività correlate all'attività di vendita online.

Servizi con le carte in regola

Sistemi di pagamento digitale, programmi mirati per gli acquisti tramite carte di credito e carte di debito, finanziamenti alle piccole e medie imprese: questo il mosaico dei servizi finanziari offerti finora dal colosso dell'eCommerce. L’ultimo in ordine tempo, si chiama Amazon Prime Reload ed è un programma che premia gli utenti - per il momento solo quelli americani - per ogni ricarica sulle gift card effettuata tramite carte di debito.  Il 2% di ogni ricarica, spiega Amazon, verrà ricompensato gratuitamente sulla carta.

Per gli utenti Amazon Prime, che in Italia costa 19,99 euro all’anno e dà diritto a un numero illimitato di spedizioni senza costi aggiuntivi con consegne da 1 a 3 giorni, si tratta dell’ennesima opzione volta a migliorare l’esperienza d’acquisto sul piano prettamente transattivo. Sempre in quest’ottica va considerato il lancio - lo scorso gennaio, sempre negli USA - della prima carta di credito marchiata Amazon. Con questo strumento, realizzato in collaborazione con Jp Morgan Chase e Visa, la società intende ricompensare i clienti più affezionati, tramite un cashback del 5% su ogni acquisto sui prodotti Prime, e dunque fidelizzarli.

Dalla moneta digitale ai prestiti

Sul fronte dei pagamenti elettronici, le ambizioni di Amazon non sono molto diverse da quelle di PayPal. Lo dimostrano gli investimenti effettuati dalla società su Amazon Pay, il sistema - attivo anche in Italia - che permette di pagare su Amazon (ma anche su tutti di eCommerce esterni) senza bisogno di inserire le credenziali della carta di credito. .

Più orientato ai commercianti è invece Amazon Lending, un vero e proprio programma di finanziamento per le realtà che vendono beni e servizi su Amazon.com. Si va dai 500 ad 800.000 dollari, con tassi di interesse che variano dal 10% al 14%, spiega Scot Wingo, chief executive di ChannelAdvisor, analista di punta nel mondo dell'ecommerce a stelle e strisce.

Nel complesso i prestiti erogati dalla società superano il miliardo di dollari (661 milioni solo nel 2016), ha spiegato Jeff Bezos in una lettera inviata agli investitori. Un modo per potenziare il business dei venditori più qualificati; e, di conseguenza, quello di Amazon.

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