Alibaba sfida eBay e Amazon: la Cina alla conquista dell'e-commerce

Il colosso cinese ha già superato i due portali di vendita online e mira ad espandersi ancora di pi

Jack Ma, fondatore e amministratore delegato di Alibaba (Credits: Natalie Behring/Alibaba via Getty Images)

Eleonora Lorusso

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"Ebay sarà pure uno squalo nell'Oceano, ma noi siamo l'alligatore del fiume Azzurro". Ha iniziato così, con questo slogan, Jack Ma, l'uomo che a 35 anni, quando ancora faceva l'insegnante di inglese, ha deciso di creare una piattaforma online in grado di mettere in contatto le aziende cinesi del manifatturiero con i compratori di tutto il mondo. Oggi, l'ex docente è amministratore delegato, ora 48enne, di Alibaba , una creatura in grado di far concorrenza non solo a eBay, ma anche ad Amazon e a tutti coloro che operano nell'e-commerce, tanto che secondo gli esperti entro il 2020 potrebbe superare Stati Uniti, Gran Bretagna, Germania e Francia  (messi insieme) in questo settore.

La crescita della Cina sul mercato "tradizionale" non ferma dunque quella del commercio online, tanto che Alibaba è diventata la prima piattaforma del commercio mondiale su internet, con oltre 130 miliardi di euro di fatturato lo scorso anno, più di eBay e Amazon insieme. Secondo la rivista Forbes , il suo fondatore avrebbe ormai un patrimonio che si aggira intorno ad un miliardo e mezzo di dollari. Un colosso ancora poco conosciuto da noi, ma i cui numeri parlano da soli: ci lavorano circa 24 mila persone, in 70 città tra Cina, Giappone, Corea, ma anche Gran Bretagna e Stati Uniti. La crescita di Alibaba è frutto non solo del commercio con l'occidente, ma anche con gli stessi emigrati cinesi all'estero.

Uno dei canali in forte sviluppo, infatti, è quello di Alipay, equivalente dei sistemi di pagamento Paypal, con 700 milioni di utenti registrati. Il volume d'affari può raggiungere livelli da capogiro: si calcola che lo scorso autunno, in un solo giorno (l'11 novembre), si sono raggiunti i 105 milioni di pagamenti in sole 24 ore, per un valore di 3 miliardi di dollari . Jack Ma ha pensato di creare una vera e propria rete di servizi in grado di soddisfare ogni esigenza: il portale Taobao è in grado di mettere in collegamento tra loro gli utenti, proprio come eBay; Aliyun invece è un vero e proprio servizio di cloud computing, ovvero una "nuvola informatica" in grado di memorizzare, archiviare e/o elaborare dati e informazioni, grazie ad una rete di hardware e software connessa alla rete. Esiste poi anche eTao, nato come vero motore di ricerca.

Insomma, non si è tralasciato nulla, perché "se combattiamo nell'oceano, perdiamo - ha spiegato Jack Ma, a proposito della metafora dello squalo nell'Oceano e dell'alligatore nel fiume Azzurro - Ma se combattiamo nel fiume siamo destinati a vincere". E l'obiettivo cinese è proprio quello di vincere, anche la battaglia dell'e-commerce. La scelta del nome della piattaforma, Alibaba, è stata fatta proprio per risultare facile da memorizzare anche in Occidente, dove la storia del personaggio della letteratura araba è nota. Ma il fondatore ha avuto modo di precisare che non si trattava di un ladrone: "Ali Babà - spiegò Jack Ma nel 1999, al momento della fondazione del suo gioiello - non era un ladro. Era un gentiluomo che sapeva fare affari".

Jack Ma ha saputo dimostrare di saperne fare anche lui di affari. Ora è pronto per la pensione , a meno di 50 anni: a maggio cederà il timone dell'azienda milionaria a Jonathan Lu, cresciuto nella stessa azienda seguendo i suoi passi con l'obiettivo ambizioso di far crescere ulteriormente il "gentiluomo" della Rete.

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