Tasse

Unico 2015, ecco per chi vale la scadenza del 20 agosto

Per i contribuenti soggetti a studi di settore scatta il termine ultimo per pagare con una piccola maggiorazione. Poi spazio al ravvedimento operoso

Dichiarazionbe_Redditi

– Credits: Imagoeconomica

Ultima chiamata per i ritardatari dell’Unico 2015. Scatta infatti domani 20 agosto la scadenza ultima per mettersi in regola con i pagamenti senza sanzioni, ma accollandosi una piccola maggiorazione pari allo 0,40%. È solo il caso di ricordare tra l’altro, che tale termine è frutto di un precedente differimento della data stabilita in precedenza che era stata fissata al 16 luglio scorso.

Chi deve pagare
Vediamo innanzitutto quali sono i contribuenti interessati da questa scadenza e che potranno dunque utilizzare questa ultima finestra per effettuare i versamenti dovuti. La proroga interessa infatti i soggetti che soddisfano entrambe le seguenti condizioni:
- esercitano attività economiche per le quali sono stati elaborati gli studi di settore;
- dichiarano ricavi o compensi di ammontare non superiore al limite stabilito, per ciascuno studio di settore, dal relativo decreto ministeriale di approvazione, attualmente pari a 5.164.569 euro.

Altri versamenti
Questa nuova scadenza, ha fatto sì che a cascata fossero tecnicamente poi prorogati anche i versamenti comunque collegati alle scadenze previste per le imposte sui redditi. E così i soggetti Irpef che dovessero soddisfare le condizioni sopra ricordate, vedranno posticipati anche i seguenti pagamenti:
- il saldo 2014 e l’eventuale primo acconto 2015 della cedolare secca sulle locazioni;
- il saldo 2014 e l’eventuale primo acconto 2015 dell’imposta sostitutiva del 5% dovuta dai lavoratori autonomi e dagli imprenditori individuali che adottano il cosiddetto regime dei minimi;
- il saldo 2014 dell’imposta sostitutiva sul capital gain e dell’imposta sostitutiva del 10% sulle retribuzioni di produttività dei lavoratori dipendenti privati;
- il saldo 2014 e l’eventuale primo acconto 2015 delle imposte patrimoniali dovute da parte delle persone fisiche residenti che possiedono immobili e/o attività finanziarie all'estero (Ivie e/o Ivafe).

Nuove scadenze
Segnaliamo infine che chi, per ragioni varie, dovesse mancare anche quest’ultimo appuntamento con i pagamenti dovuti, dovrà a partire dal giorno successivo fare riferimento al cosiddetto ravvedimento operoso. In questo senso, le nuove regole, da poco introdotte, prevedono una sanzione dello 0,2% per ogni giorno di ritardo entro 14 giorni dopo la scadenza mancata, del 3% entro 30 giorni, e del 3,75% entro un anno. A queste se ne aggiungono poi altre tre: una sanzione del 3,3% entro 90 giorni, del 4,2% entro 2 anni e del 5% oltre 2 anni. Infine, per chi proprio non ne volesse sapere di regolarizzare la propria posizione, scatterà la sanzione piena pari al 30% del dovuto.

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