Tasse: ecco chi ha pagato e pagherà di più

Nel 2014 è servita una patrimoniale di quasi 7 miliardi di euro su casa e risparmi per garantire gli 80 euro del bonus Renzi

Agenzia delle entrate (Marco Carli / Imagoeconomica)

Massimo Morici

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Quella che è una buona notizia per le tasche dei cittadini, il taglio delle tasse superiore agli aumenti, in verità ne nasconde un’altra di segno opposto. È, tanto per cambiare, il rovescio della medaglia degli 80 euro in busta paga, per i quali è stato necessario reperire quest'anno 6,6 miliardi di euro.

Già, perché nel 2014, come ha fatto notare la Cgia di Mestre, il saldo è stato positivo per 3,1 miliardi di euro, grazie appunto al bonus Renzi e al bonus Letta (1,5 miliardi di detrazioni per i dipendenti a basso reddito) che hanno portato il totale delle diminuzioni fiscali a 11,8 miliardi.

Ma gli aumenti di imposta, pari a 8,7 miliardi di euro, hanno toccato quello che sta più a cuore ai cittadini: la casa, ossia il loro presente, e i risparmi, il loro futuro. In altre parole, una patrimoniale di quasi 7 miliardi di euro.

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Chi ha pagato di più nel 2014

L’ufficio studi della Cgia di Mestre ricorda, ordinando le cifre per gettito, l’introduzione della Tasi (3,8 miliardi di euro), l’aumento della tassazione delle rendite finanziarie dal 20 al 26% (720 milioni di euro), l’incremento dell’imposta di bollo sul dossier titoli dall’1,5 al 2 per mille, con la soglia massima per le persone giuridiche passata da 4.500 a 14.000 euro, che ha fruttato alle casse dello Stato 627 miliardi di euro, e la riduzione della deduzione forfetaria dei redditi derivanti dai contratti di locazione (627 milioni di euro).

L'aumento delle imposte sulle seconde case ha prodotto un gettito di 489 milioni di euro, mentre grazie all'abbassamento dei limiti di detraibilità delle polizze vita e infortuni a 630 euro (era di oltre 1.291 euro quella relativa ai redditi 2012) lo Stato ha incassato 459 milioni di euro.

Dall'aumento delle aliquote contributive Inps di artigiani e commercianti e da quelle degli autonomi iscritti alla gestione separata lo Stato ha incassato rispettivamente 415 e 178 milioni di euro.

La percentuale di deducibilità delle spese per auto aziendali nel 2014 è scesa dal 40% al 20%: lo Stato ha incassato 393 milioni. Tassando i vizi, lo Stato ha incassato meno di 200 milioni: il gettito prodotto dall'aumento dell'accisa sulla birra e alcolici è di 162 milioni, quello sulle sigarette è di solo 23 milioni.

Discorso analogo per il gettito prodotto dall'aumento dell'imposta di registro da 168 a 200 euro e dalle imposte ipotecarie e catastali (50 euro ciascuna in caso di atti di trasferimento immobili): sono arrivati quest’anno rispettivamente 48 e 120 milioni di euro

Più consistenti, invece, le entrate provenienti dall’imposta di registro applicata a partire da quest’anno sulla cessione contratti di leasing relativi a immobili strumentali: 564 milioni di euro.

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Chi pagherà di più nel 2015

L’obiettivo è la stabilizzazione degli 80 euro in busta paga, il cui impatto economico sarà di 9,5 miliardi di euro (2,9 miliardi in più rispetto al 2014), e incentivare le assunzioni a tempo indeterminato con sgravi contributivi per 36 mesi (3,7 miliardi nel 2015), cui si aggiunge lo sconto Irap per le imprese.

A pagare, però, saranno ancora una volta i proprietari di case e i risparmiatori, i quali, accanto agli aumenti introdotti in passato, che hanno colpito tutti gli strumenti finanziari (eccetto i titoli di Stato), si ritroveranno un nuovo balzello: quello sulla previdenza complementare, graziata dai tre precedenti esecutivi.

Ma non da Renzi che, stando all’attuale versione della legge di Stabilità 2015, ha alzato l’imposta sostitutiva sul rendimento dei fondi pensione complementare dall’11% al 20%, mentre l’imposta sostitutiva sulla rivalutazione del Tfr passerà dall’11% al 17%, qualora i lavoratori decidessero di trattenere i soldi in azienda.

Per effetto del meccanismo introdotto dal governo Letta a fine agosto 2013, diminuiscono ancora nella dichiarazione dei redditi 2015 i limiti di detraibilità delle polizze vita a 530 euro e aumenta ancora l’accise carburanti a partire da gennaio 2015, per reperire 671 milioni di euro. Aumenta, infine, l’aliquota Inps per artigiani e commercianti dello 0,45%.

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