Tasse: ecco come l'Italia spenderà i soldi pubblici

Da multe e lotta all'evasione il Fisco incasserà 63 miliardi nei prossimi tre anni. Da giochi, ippica e sigarette oltre 100 miliardi: ma non basteranno a rimborsare gli interessi sul debito

Una ricevitoria a Pisa con i biglietti delle lotterie istantanee (ANSA/FRANCO SILVI)

Massimo Morici

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Nei prossimi tre anni lo Stato incasserà di più con il lotto e le sigarette che con la lotta al sommerso. I blitz della Finanza , il redditometro e tutto il resto, comprese multe e sanzioni varie, porteranno alle casse dello Stato circa 63 miliardi: sono 45 miliardi in meno rispetto ai balzelli sui vizi degli italiani.

Scorrendo il bilancio dello Stato 2013- 2015 (da pochi giorni pubblicato e consultabile online sul sito della Ragioneria dello Stato), emerge il percorso tracciato dal governo Monti fino ai prossimi tre anni, salvo cambi di rotta da parte del prossimo esecutivo.

In dettaglio, la voce "Monopoli, giochi e lotterie" nel capitolo entrate tributarie passa dai 22,2 miliardi di quest'anno ai 22,7 del 2014 fino ai 23,3 del 2015 per un totale di 68,2 miliardi a cui andrebbero aggiunti circa 13 miliardi all'anno fino al 2015 della voce "Entrate da giochi ed altre attività gestite dall'ex AAMS (Monopoli di Stato, ndr)".

In tutto giochi, ippica e tabacchi porteranno al Fisco quasi 108 miliardi di euro, una cifra pari a quella che lo Stato conta di raccogliere quest'anno con l'Iva (109 miliardi), che dal primo luglio scatta dal 21 al 22%. Dalla lotta all'evasione, dalle multe, dalle ammende e dalle altre entrate correlate ad illeciti, invece, sono attesi circa 21 miliardi l'anno.

Poca cosa rispetto all'imposta sui redditi da cui quest'anno in bilancio sono attesi 182 miliardi di euro (a proposito, il gettito dell'Iva e dall'Irpef è atteso in aumento nei prossimi tre anni rispettivamente di 7 e 9 miliardi).

Nella nota redatta dalla Ragioneria dello Stato si spiega che l’aumento atteso del gettito quest'anno è pari a circa 21 miliardi di euro, "di cui oltre il 50% è determinato dalle operazioni di ristrutturazione dell’AAMS e dell’ASSI (l'agenzia per lo sviluppo del settore ippico che è stata soppressa, ndr). Concorrono  - prosegue la nota - alla crescita delle entrate gli effetti della legge di stabilità e, in particolare,la nuova disciplina dell’imposta IMU".

Per quanto riguarda le spese, nonostante i sacrifici e l'austerità, la strada scelta non è certo quella della crescita: le spese correnti (che sono quelle necessarie per mandare avanti lo Stato e i servizi pubblici) aumenteranno da 482 a circa 500 miliardi nel 2015, mentre quelle in conto capitale (gli investimenti) passano da 44 a 36 miliardi nel triennio.

Ma quali settori riceveranno di meno e quali di più? Lo si scopre nell'appendice , in cui le spese sono raggruppate per "missioni".

L'agricoltura e la pesca riceveranno quasi 1 miliardo in meno, passando dai 4,4 del 2013 ai 3,6 del 2015. Un miliardo in meno anche per le forze armate e le autonomie territoriali, mentre forze dell'ordine e giustizia mantengono rispettivamente 10 e 7 miliardi l'anno nel triennio.

I fondi per la competitività e lo sviluppo delle imprese passano da 5 a 3,6 miliardi, mentre crescono quelli per le politiche del lavoro da 7,3 a 8,1 miliardi. Tagli previsti per scuola e università: rispettivamente per circa 700 e 400 milioni di euro.

I fondi per i trasporti locali e per la sicurezza delle strade, dei porti, delle ferrovie e del trasporto aereo (raggruppati nella voce Diritto alla mobilità) saranno ridotti di 4 miliardi, da 13 miliardi del 2013 a 9 miliardi del 2015.

Tra i settori che riceveranno più soldi nel prossimo triennio, rispetto a quanto preventivato nel 2013, spiccano le politiche previdenziali, che passano da 88 a 94 miliardi nel 2015.

Ma a prendere di più saranno forse i possessori di titoli di Stato italiani: a loro andranno circa 90 miliardi di interessi quest'anno e quasi 100 nel 2015, sempre che il rendimento dei nostri titoli di Stato non aumenti ancora fino a toccare i livelli di maggio 2012 (oltre il 6%).

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