Tasi, come e quanto deve pagare un inquilino

Le quote in capo agli affittuari sono stabilite dai singoli Comuni e varieranno tra il 10 e il 30% del totale dell'imposta

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Giuseppe Cordasco

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E’ probabilmente uno dei fattori più sottovalutati quando si parla di Tasi, ovvero della nuova tassa sulla casa: ci riferiamo al ruolo giocato dagli inquilini. Per la prima volta infatti, a differenza di quanto avveniva per l’Imu che era dovuta solo dal proprietario di un immobile, una quota del versamento della nuova imposta sarà coperta anche dagli eventuali affittuari di un’abitazione. Vediamo allora di capire come faranno questi ultimi a calcolare il proprio esborso e come dovranno comportarsi per effettuare il versamento materiale.

TASI, UN VALZER DI DUBBI E RINVII

Come si calcola. La quota dovuta dal singolo inquilino sarà stabilita caso per caso dai Comuni e dovrà essere comunque compresa fra 10 e 30% del totale. Se la delibera non specifica nulla, la quota a carico dell’inquilino sarà sempre pari al 10%. La restante parte dell’imposta invece, come accennato, è a carico del proprietario. Le modalità di calcolo sono quindi  identiche per proprietari e affittuari, cambia solo la percentuale di imposta dovuta. Si consiglia poi di prestare particolare attenzione all’elenco di aliquote Tasi che il Comune emanerà. Ci potrebbero infatti essere amministrazioni che stabiliranno aliquote specifiche proprio per le abitazioni date in locazione.

ECCO CHI PAGHERA' DI PIU'

Esempio. Poniamo il caso di un immobile il cui imponibile complessivo sia fissato in 100mila euro. Nell’ipotesi che il Comune in cui si trova l’abitazione in questione abbia deliberato un’aliquota Tasi pari al 2,5 per mille, avremmo un totale di 250 euro di imposta. Se la quota in capo all’inquilino fosse del10%, il minimo stabilito per legge, il suo versamento complessivo potrebbe essere quindi di 25 euro, con i restanti 225 che rimarrebbero in capo al proprietario.

TASSE SULLA CASA, UNA CORSA CONTRO IL TEMPO

Scadenze. I termini per il pagamento della prima rata sono uguali a quelli previsti per i proprietari. Quindi, nel caso di Comuni che abbiano deliberatole aliquote prima del 23 maggio, il termine per il primo pagamento sarà il 16 giugno, in tutti gli altri casi la scadenza slitta al 16 ottobre. E’molto probabile poi che, considerando che in molti casi, come evidenziato più sopra, la quota dell’inquilino potrà essere in totale molto contenuta, tutto si risolva in un solo versamento, senza dover ricorrere alla seconda rata di dicembre.

TASI, UN VERO ROMPICAPO PER SINDACI E CONTRIBUENTI

Come si paga. Questo rimane uno dei punti ancora meno chiari di tutta la vicenda. In un primo momento si era infatti ventilata l’ipotesi che potesse essere il proprietario a pagare il totale della Tasi, facendosi rimborsare poi sull’affitto la quota dell’inquilino. Il ministero dell’Economia ha invece chiarito che i versamenti sono separati e distinti e ognuno dovrà procedere per proprio conto. Come nel caso del proprietario dunque, l’affittuario dovrà utilizzare il modello F24, solo che al momento non è stato ancora stabilito un codice tributo specifico che contempli la voce: “Tasi inquilino”. E’ molto probabile dunque che, se non ci saranno ulteriori novità, gli affittuari dovranno utilizzare lo stesso codice dei proprietari di immobili diversi dalla prima casa, ossia il 3961.

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