Tasi e Imu, e se nel 2015 diventassero una tassa unica?

Alle viste l’ennesimo cambio di regole, ma questa volta il governo punterebbe a una semplificazione, unificando le due imposte sulla casa

– Credits: Imagoeconomica

Giuseppe Cordasco

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Il vero e proprio caos fiscale verificatosi quest’anno sul fronte degli immobili con l’introduzione della Tasi e il ritorno dell’Imu, potrebbe essere presto solo un brutto ricordo. Il governo infatti sembra aver preso decisamente atto del fatto che i contribuenti in questo 2014 sono stati costretti a veri e propri salti mortali, tanto per capire l’applicazione delle nuove imposte, quanto, e questo è ancora più incredibile, per effettuare materialmente i versamenti dei tributi dovute su prima casa e altre abitazioni. Una situazione di inaccettabile indeterminatezza, che tra l’altro si trascinerà ancora fino all’inizio dell’autunno prossimo, visto che molti Comuni ancora non hanno emesso le delibere ufficiali riguardanti le aliquote della Tasi.

TASSE SULLA CASA, TRA DUBBI E INCERTEZZE

Il governo dunque pare ora voler correre ai ripari e tra le idee più gettonate che circolano soprattutto presso il ministero dell’Economia, c’è quella di una semplificazione del quadro tributario. In questo senso la cosa più immediata da fare sembra essere quella di fondere Tasi e Imu in un’unica tassa sugli immobili che avrà ovviamente articolazioni e caratteristiche diverse  a seconda delle varie tipologie di immobili (prima casa, seconda casa, abitazione in affitto ecc…) e dei contribuenti che saranno chiamati a pagarla. Un’indicazione molto chiara in questo senso è arrivata in queste ore dal sottosegretario all’Economia Enrico Zanetti che innanzitutto però ha criticato aspramente proprio l’attuale quadro normativo che governa la tassazione sulla casa.

SINDACI ALLE PRESE CON ALIQUOTE E CATASTO

Intervenendo ad un convegno pubblico Zanetti ha infatti rilevato che la scellerata accoppiata Tasi-Imu "ci ha fatto toccare il fondo, di più non possiamo fare, possiamo solo andare al circo, ed è stato un papocchio inaccettabile a cui ora il Governo intende porre rimedio compattando le due imposte". In merito invece alle possibili soluzioni allo studio per supplire in tempi rapidi a questa situazione di vero e proprio scompiglio fiscale, l’esponente del governo ha poi aggiunto: "Sarebbe ottima una service tax, una cosa che il Governo Letta non è riuscito a far passare, però, siccome a volte l’ottimo è nemico del buono, credo che nel 2015 si potrà realizzare il minimo sindacale di un ricompattamento di Imu e Tasi in un’unica imposta come già di fatto sono”.

TASI, ECCO CHI PAGA A OTTOBRE

Appare quindi molto verosimile uno scenario in cui a partire già dal prossimo anno, i contribuenti possano ritrovarsi a fare i conti con un nuovo stravolgimento del già complicato panorama di tasse che affligge la proprietà immobiliare nel nostro Paese. C’è da sperare solo che questa volta si tratti davvero di una semplificazione che vada incontro alle esigenze di chiarezza dei cittadini e che, si fa fatica solo a pensarlo, possa durare per almeno qualche anno. Staremo a vedere.

IMPOSTE SULLA CASA, IL VALZER DELLE SCADENZE

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