Saldo Iva, ecco come si paga

Scade oggi il termine ultimo per il versamento che può essere anche rateizzato con una maggiorazione

(Credits: Imagoeconomica)

Giuseppe Cordasco

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Inevitabili, come il susseguirsi delle stagioni, cominciano a fioccare le scadenze fiscali. E tra quelle periodicamente più attese, in particolare da tutto il mondo del lavoro autonomo, c’è quella del saldo dell’Iva. Scade oggi infatti il termine ultimo per il pagamento tramite il modello F24, delle somme dovute per chiudere i conti del 2012.

Pagamento a rate
Il versamento del saldo dell’Iva si può effettuare anche attraverso un massimo di nove rate, con la prima che scade in ogni caso sempre oggi. Un’agevolazione che però prevede il pagamento di una sorta di penale, la cui entità varia a seconda del numero di rate utilizzato per saldare il conto. Il primo versamento infatti non presenta nessuna maggiorazione. A partire dalla seconda invece scatta un sovrappiù pari a un interesse dello 0,33% mensile. Questo significa che sulla seconda rata il tasso in questione cresce allo 0,66%, e a seguire fino all’eventuale nona rata. Bisognerà dunque farsi bene i conti in tasca per valutare se sia opportuna diminuire le rate del versamento per evitare cospicui esborsi sotto forma di interessi.

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Compensazioni possibili
Fin da oggi si può iniziare a compensare in F24 il credito Iva 2012, per importi superiori a 5mila euro, con altre imposte o contributi di natura diversa e nei confronti di diversi Enti impositori, a patto che si abbia già presentato, entro il 28 febbraio scorso, la dichiarazione Iva 2013, relativa al 2012. La compensazione per importi superiori a 5mila euro e fino a 15mila euro è possibile invece solo dal 16 del mese successivo a quello di presentazione del modello Iva annuale. Serve il visto di conformità nel modello, infine, oltre i 15mila euro e fino a 516.456,90 euro. In questi casi, tra l’altro, si deve naturalmente fare attenzione al fatto di non essere una società di comodo nel 2012, in quanto ciò fa perdere il diritto al rimborso o alla compensazione in F24 dell'eccedenza Iva. Invece, il credito viene definitivamente perso se si è non operativi per tre periodi di imposta consecutivi.

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Sanzioni, amministrative e penali
Le violazioni alle norme in materia di versamento dell'Iva possono determinare l'applicazione di sanzioni sia di natura amministrativa che penale. In caso di semplice violazione dell'obbligo di versamento è dovuta la sanzione amministrativa pari al 30% dell'importo non versato. In particolare, tale sanzione si applica nelle ipotesi di omesso, tardivo o insufficiente versamento dell'Iva in acconto, dell'Iva risultante dalle liquidazioni periodiche o dell'Iva a conguaglio risultante dalla dichiarazione annuale. Per quanto concerne invece le sanzioni penali, è previsto il carcere da sei mesi a due anni nel caso di omesso versamento dell'Iva dovuta sulla base della dichiarazione annuale o di utilizzo in compensazione di crediti non spettanti o non esistenti. In entrambi i casi comunque, occorre che l'ammontare superi l'importo di 50mila euro per ciascun periodo d'imposta.

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