Redditometro, Befera chiarisce la natura dei controlli

L'Agenzia delle Entrate ne ha programmati 35 mila ma con il cittadino ci sarà un normale contraddittorio

Fiorello con il direttore dell'Agenzia delle Entrate, Attilio Befera in una foto del 20 dicembre 2012 (Credits: ANSA)

Due mesi al massimo. E poi la circolare applicativa del redditometro diventerà realtà. Attilio Befera, direttore dell’Agenzia delle Entrate lo ha comunicato nel corso del convegno Telefisco 2013 organizzato dal quotidiano IlSole24Ore.
Le circolari saranno indipendenti da quale Governo salirà alla guida del Paese alla fine di febbraio, perché sono già in fase di elaborazione, ha chiarito Befera aggiungendo di aver già programmato 35 mila controlli.
E chiarisce: “Sull’inversione dell’onere della prova sento dire cose che non hanno senso”. Il direttore dell’Agenzia delle Entrate si riferisce al fatto che con il redditometro è il contribuente a dover dimostrare, in caso di controllo da parte del fisco, di poter sostenere una determinata spesa a fronte di un determinato reddito con documenti che li certifichino entrambi. “Il contribuente può dimostrare che quanto abbiamo valutato non è corretto, in due occasioni: la prima in via non formalizzata con avviso di accertamento non ancora partito e serve a garanzia del contribuente; un secondo in sede di accertamento attraverso un normalissimo contraddittorio”.

Befera ha praticamente spiegato che l’accertamento apre un dibattito con il contribuente che può dimostrare che quanto affermato dal fisco (quindi il dubbio di evasione) non sia corretto, fino a una procedura di autotutela.
Ma il direttore dell'Agenzia delle entrate non si è fermato a dare indicazioni operative. È andato oltre affermando che le persone oneste non avranno paura del redditometro e non lasceranno il paese come ha fatto l'attore francese Gerard Depardieu diventato cittadino russo per sfuggire alla tassa sulla ricchezza introdotta dal governo di Parigi. ''Gli onesti non scappano. La reazione al redditometro mi fa però pensare che gli evasori in Italia sono ancora abbastanza forti e pronti a opporsi a qualsiasi passo avanti nella lotta all'evasione".

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