Tasse

Quanti giorni lavoriamo per il fisco

Il tax freedom day è scattato il 13 maggio per gli operai. Per chi guadagna più di 24.000 euro la liberazione slitta a fine giugno. Ecco perché

Una delle sedi dell'Agenzia delle Entrate (Credits: Marco Carli / Imagoeconomica)

La liberazione dal fisco? Con un giorno di anticipo rispetto al 2014, dal 13 maggio gli operai italiani lavorano per loro stessi e per le loro famiglie. Nei quattro mesi precedenti hanno timbrato il cartellino ogni mattina, senza saperlo, per rimpinguare le casse dello Stato: sono stati necessari quest’anno 132 giorni lavorativi alle tute blu per arrivare all'atteso, quanto sconosciuto, giorno di liberazione fiscale, all'inglese tax freedom day.

19 settimane a lavorare per il Fisco
Come si è arrivati alla data del 13 maggio? A calcolarlo è stato l'ufficio studi della CGIA di Mestre: ha preso in esame un operaio "tipo", con moglie e figlio a carico, e uno stipendio mensile netto che, con il bonus degli 80 euro, sale quest’anno in media a 1.631 euro. Dopodiché, ha suddiviso il reddito disponibile per i 365 giorni dell'anno.

Poi ha calcolato quanto lo stesso operaio deve versare allo Stato, tra imposte, tasse e contributi che gravano sul suo reddito e sui consumi: nel 2015 in media 9.627 euro (da 9.453 euro nel 2014). Dividendo questa cifra per il guadagno giornaliero ha ottenuto un numero: 132 (133 nel 2014).

Sono i giorni in cui l'operaio lavora per il Fisco, in tutto 19 settimane necessarie ad accumulare una cifra, pari a poco meno della metà dello stipendio annuo, che lo Stato si prende per via diretta o indiretta.

80 euro

Busta paga bonus 80 euro. La busta paga di una dipendente comunale. – Credits: ANSA/STRINGER

L'effetto del bonus di 80 euro...
Perché quest'anno, nonostante il peso del Fisco sullo stipendio dell'operaio medio sia aumentato dell'1,8%, il "tax freedom day" cade un giorno prima? Grazie alla legge di Stabilità 2015, il bonus mensile degli 80 euro è stato reso permanente, e rispetto al 2014, il guadagno netto annuo è di 320 euro: l'anno scorso, infatti, questa misura di alleggerimento fiscale ha avuto effetto a partire dal mese di maggio, mentre quest'anno dal primo gennaio.

L'operaio medio può contare nel 2015 anche su una lievissima riduzione delle accise sui carburanti, che la CGIA di Mestre ha calcolato in 0,24 centesimi al litro, che diventano 0,29 se si aggiunge il risparmio Iva.

L'effetto bonus, tuttavia, vale solo per i redditi più bassi. Gli impiegati che guadagnano più di 24.000 euro lordi dovranno aspettare fino al 23 giugno per liberarsi dalle tasse: senza lo sconto di 80 euro al mese, dovranno lavorare per il fisco quest'anno per ben 173 giorni.

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...e l'incognita della tassazione locale
Nel suo esercizio teorico, la CGIA di Mestre ha ipotizzato che l'operaio "tipo", con moglie e un figlio a carico, abiti in una casa di sua proprietà di 90 mq con rendita catastale di 446 euro, consumi ogni anno 900 metri cubi di gas per cottura e riscaldamento e 2.132 kw di energia elettrica.

Per muoversi, percorre 15.000 km annui con un auto di 68 kw di potenza (un'utilitaria), mentre in conto corrente ha circa 6.000 euro e paga un premio relativo all’assicurazione RC auto di 632,5 euro. Ha sostenuto spese che godono dell'agevolazione Irpef per ristrutturazione edilizia per 2.056 euro, mentre per il calcolo dell'addizionale regionale Irpef sono state applicate le aliquote vigenti in Lombardia.

Dalla  CGIA, però, fanno notare che sul calcolo del giorno di liberazione fiscala pesa il fattore "x" delle tasse locali: nella simulazione, la CGIA di Mestre ha riproposto le aliquote utilizzate per il 2014, non disponendo in questo momento di informazioni oggettive. Tuttavia,  non  si  può  ignorare che molti Comuni, a fronte delle esigenze di bilancio, potrebbero decidere di aumentare la Tasi, l'addizionale Irpef o l'Imu.

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