Partite Iva, ecco le richieste degli autonomi all’Inps

In una lettera al presidente Boeri si chiede il taglio dell’aliquota previdenziale della Gestione separata e l’estensione degli ammortizzatori sociali

Boeri

Il presidente dell'Inps Tito Boeri – Credits: Imagoeconomica

Giuseppe Cordasco

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Una manifestazione in piena regola di fronte alla sede centrale dell’Inps per chiedere una riforma delle condizioni previdenziali di milioni di piccole partite Iva. È quella che si sta svolgendo in queste ore a Roma, proprio sotto le finestre del nuovo presidente dell’Istituto, Tito Boeri. Ed è proprio a lui che il coordinamento di tutte le sigle dei lavoratori autonomi che afferiscono alle gestione separata dell’Inps, non avendo proprie casse previdenziali autonome, chiedono una revisione profonda delle attuali condizioni.

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Stiamo parlando di professionisti autonomi, atipici e ordinisti, parasubordinati, precari della ricerca, studenti, iscritti al programma "Garanzia giovani", tutti accomunati dalla necessità di vedere riformate le regole con cui attualmente vengono gestiti i propri versamenti previdenziali, oppure di vedere riviste le coperture degli ammortizzatori sociali che spesso lasciano senza tutele tanti, troppi di questi soggetti. Nell’occasione è stata recapitata al presidente Boeri, che ha annunciato proprio l’intenzione di attuare una riforma dell’attuale sistema previdenziale, una lettera aperta in cui sono elencate le richieste specifiche di questa parte del mondo del lavoro autonomo sempre più grande, ma ancora poco tutelata. Vediamo nel dettaglio quali sono le istanze segnalate:

- l'introduzione di correttivi solidaristici all'attuale sistema contributivo;

- lo sblocco immediato dei pagamenti dell’indennità di disoccupazione per co.co.co e co.co.pro;

- lo sblocco immediato per le indennità dei tirocinanti iscritti al programma "Garanzia giovani";

- la rivalutazione del montante contributivo, realisticamente conveniente, almeno parametrata al rendimento dei titoli di Stato o a benchmark assicurativi di mercato;

- una "pensione minima di cittadinanza" indipendente dal montante contributivo accumulato e superiore all'attuale assegno sociale;

- un'aliquota della Gestione separata effettivamente sostenibile; non solo il blocco degli aumenti previsto dalla riforma Fornero, ma l'avvio di un piano di riduzione sui parametri europei;

- l'unificazione delle prestazioni previdenziali con uno stop alle ricongiunzioni onerose o con i versamenti di contributi a vuoto;

- l'avvio di un processo di unificazione delle casse previdenziali degli ordini professionali;

- l'estensione universale del welfare (malattia, maternità, ammortizzatori sociali) ed un reddito di base.

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