Tasse

Padoan: “Perché taglieremo la Tasi”

Intervenendo a Italy Conference 2015 di Euromoney, il ministro dell'economia ha difeso la detassazione della prima casa, che serve per spingere i consumi

Padoan-Euromoney

Andrea Telara

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Il taglio della Tasi? “E' vero che avvantaggia soprattutto i proprietari più ricchi ma occorre tenere presenti le peculiarità di un paese come l'Italia, dove più di tre quarti delle famiglie possiedono un immobile”. Parola del ministro dell'economia Pier Carlo Padoan che ieri, intervenendo alla Italy Conference 2015 di Euromoney, ha difeso la decisione del governo di eliminare le imposte oggi gravanti sulla prima casa, cioè la tasi e l'imu (per gli immobili di lusso), che nel 2016 rimarranno in vigore soltanto per le abitazioni secondarie.


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La decisione di detassare la prima casa, ha detto in sostanza Padoan, va giudicata nel contesto in cui è maturata, giacché si tratta soltanto di un tassello in una più ampia strategia di alleggerimento fiscale da qui al 2018. Il ministro dell'economia ha infatti ricordato che il governo Renzi, nel 2014, ha prima tagliato le tasse sulle buste paga concedendo il bonus irpef, poi è passato all'irap sul costo del lavoro e adesso sta per concentrarsi sulle imposte immobiliari. Nel 2017, come più volte proclamato dal premier Renzi, ci sarà invece un intervento sull'Ires (l'imposta sui redditi delle società) mentre nel 2018 è prevista una nuova manovra sull'irpef, almeno secondo la tabella di marcia illustrata dallo stesso presidente del consiglio e dal ministro dell'economia. Il taglio della Tasi, che andrà a beneficio della maggior parte delle famiglie italiane (ricche e povere), a detta di Padoan darà una spinta al settore dell'edilizia e soprattutto alla domanda interna, che oggi sta contribuendo alla ripresa del pil nazionale. E' stata infatti proprio la debolezza della domanda interna, assieme alla mancanza di riforme strutturali capaci di accrescere la competitività del sistema-Paese, una delle cause principali della lunga fase di recessione attraversata dall'Italia dal 2008 in poi. Ora invece l'economia è tornata a crescere, anche se con percentuali da prefisso telefonico.


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