Tasse

Olio tunisino senza dazi, l'ok dell'Europa e le proteste degli agricoltori

Sì definitivo della Ue all'aumento delle importazioni agevolate di extravergine. I timori per l'occupazione e per l'aumento delle frodi

First pressing olive oil being produced at an olificio in the Abruzzo region of Italy.

La plenaria di Strasburgo ha dato l'ok finale al pacchetto di aiuti d'urgenza alla Tunisia, che comprende il Regolamento che permette l'importazione di 35.000 tonnellate aggiuntive di olio extravergine d'oliva senza dazi nell'Unione europea per il 2016 e altrettante per il 2017.

Appare infatti ormai certa l'approvazione finale della misura, nata per aiutare i vicini in grave crisi dopo gli attacchi terroristici, da parte dell'Europarlamento. La stessa Eurocamera che lo scorso 25 febbraio, con l'introduzione di alcune modifiche, aveva rimandato la palla al Consiglio Ue, accendendo le speranze su nuovi negoziati. Ieri, una lettera della presidenza di turno olandese dei 28, ha dato il via libera degli Stati membri - inclusa l'Italia - al nuovo testo, ha accelerato a sorpresa i tempi e spinto l'Assemblea di Strasburgo a cambiare l'ordine del giorno per inserire il voto del provvedimento nell'agenda della plenaria di domani.

Tre le "migliorie" incassate dagli eurodeputati italiani: l'obbligo di tracciabilità del prodotto tunisino, il divieto di proroga oltre i due anni previsti e una valutazione a medio termine dell'esecutivo Ue, per verificare eventuali danni ai produttori europei.

Contrario il ministro Martina

"Rimango fermamente contrario a qualsiasi aumento permanente del contingente di olio tunisino" ha dichiarato il ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Maurizio Martina. "Come Ministero abbiamo posto delle condizioni chiare sull'attuazione e sulle quote mensili dei contingenti e su questi punti non intendiamo cedere. Se non avremo garanzie continueremo a opporci all'adozione del regolamento da parte della commissione. Nel frattempo gli organismi di controllo del Ministero, a partire da Capitanerie di Porto, Corpo forestale e Ispettorato repressione frodi intensificheranno le ispezioni ai porti sul prodotto in arrivo. La filiera dell’olio italiano è tra le più controllate in assoluto e negli ultimi due anni abbiamo alzato il livello della risposta contro possibili frodi come mai accaduto in passato".

Le proteste di Coldiretti

"Dopo che nel 2015 in Italia sono aumentate del 481% le importazioni dell'olio di oliva della Tunisia per un totale di oltre 90 milioni di chili è un errore l'accesso temporaneo supplementare sul mercato dell'Unione di 35mila tonnellate di olio d'oliva tunisino a dazio zero, per il 2016 e 2017" sostiene il presidente della Coldiretti, Roberto Moncalvo, nel giorno della mobilitazione di migliaia di agricoltori del Sud a Catania per difendere il Made in Italy. "Anche se sono rilevanti i miglioramenti apportati grazie all'azione del ministro delle Politiche Agricole Maurizio Martina e degli europarlamentari, il nuovo contingente agevolato - secondo Coldiretti - va ad aggiungersi alle attuali 56.700 tonnellate a dazio zero già previste dall'accordo di associazione Ue-Tunisia, portando il totale degli arrivi "agevolati" annuale oltre quota 90mila tonnellate, praticamente tutto l'import in Italia dal Paese africano".

Il rischio di frodi

"Il rischio concreto - segnala Moncalvo - in un anno importante per la ripresa dell'olivicoltura nazionale è il moltiplicarsi di frodi, con gli oli di oliva importati che vengono spesso mescolati con quelli nazionali per acquisire, con le immagini in etichetta e sotto la copertura di marchi storici, magari ceduti all'estero, una parvenza di italianità da sfruttare sui mercati nazionali ed esteri, a danno dei produttori italiani e dei consumatori". La Coldiretti mette "sotto accusa la mancanza di trasparenza nonostante sia obbligatorio indicare per legge l'origine in etichetta dal primo luglio 2009". L'olio di oliva - conclude la Coldiretti - è un settore strategico del Made in Italy con circa 250 milioni di piante su 1,2 milioni di ettari coltivati, con un fatturato del settore stimato in 2 miliardi di euro e con un impiego di manodopera per 50 milioni di giornate. (Ansa)

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