Tasse

Una manovra da furto con scasso (in casa)

Mazzata in tre mosse per i proprietari: accorpano Imu e Casi "rimodulandole" (cioè alzandole); triplicata l'imposta ipotecaria, cedolare secca sugli affitti dal 10% al 12,5%

Giuseppe-Conte

Maurizio Belpietro

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Come sempre accade, quando si vara una manovra finanziaria, il governo tende a enfatizzare le promesse e a nascondere le fregature. Con il pacchetto di misure deciso l'altra notte dal Consiglio dei ministri, l'abitudine è confermata. Così il ministro Roberto Gualtieri ha potuto annunciare alla stampa più soldi in busta paga, più investimenti e perfino un pacchetto famiglia: prendi tre e non paghi niente. Un'operazione di alta magia.

In realtà a pagare saranno i soliti italiani, ossia coloro che non evadono le tasse, perché il pacco sorpresa dell'esecutivo, e lo capisce anche un bambino, non è gratis. Come abbiamo già spiegato, se si spendono 30 miliardi, 23 dei quali in realtà sono usati per tappare un buco di bilancio lasciato in eredità dai precedenti governi (le famose clausole di salvaguardia che avrebbero portato a un rincaro dell'Iva), è evidente che restano 7 miliardi e con questi certo non si possono regalare gli asili nido alle coppie, tagliare il cuneo fiscale a milioni di italiani, aumentare le pensioni e finanziare opere pubbliche. Da qualche parte la fregatura ci dev'essere. E infatti nella manovra giallorossa, che a dire il vero è soprattutto rossa perché è finanziata in gran parte con i debiti, di sòle ne sono nascoste un certo numero, che proviamo a elencare.

Cominciamo dalla stangata sulle abitazioni e sugli affitti. Dopo aver giurato che la casa non sarebbe stata toccata, all'improvviso è comparso un aumento dell'imposta ipotecaria e catastale, che senza preavviso verrebbe triplicata, passando da 50 a 150 euro. Un gioco che ovviamente andrà a ricadere su chi compra casa, tassando i trasferimenti immobiliari e colpendo un mercato che dai tempi delle stangate di Mario Monti non può certo essere considerato florido. Per rimanere al mattone, il governo Conte ha deciso di spremere soldi anche dalle tasche di chi affitta casa, aumentando del 25% la cedolare secca su chi dà in locazione un immobile a canone concordato. L'aliquota passerà dal 10 al 12,5%, a carico di chi affitta a prezzo calmierato e non a mercato libero. Una mossa che rischia di avere un doppio risultato. Innanzitutto, chi dà in uso un appartamento sarà spinto a farlo senza dichiararlo, cioè in nero, concordando uno sconto con l'affittuario, perché è evidente che se la cedolare secca ha reso conveniente dichiarare il canone, se si aumentano le tasse la convenienza diminuisce. Secondo risultato: il proprietario di immobili sarà invogliato ad affittare a prezzo di mercato e non a equo canone, perché è vero che così pagherà una cedolare più alta, ma anche il canone sarà maggiore.
Le operazioni fregatura non sono finite qui...

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