Lotta all'evasione all'estero, arriva Sonore

Il nuovo software dell'Agenzia delle entrate incrocia i dati di diverse anagrafi tributarie per stanare gli italiani che risiedono fittiziamente all'estero e gli stranieri che lavorano in Italia ma non dichiarano nulla al fisco

Attilio Befera, direttore dell'Agenzia delle Entrate (Credits: DANIELE SCUDIERI / Imagoeconomica)

Ilaria Molinari

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Sembra proprio che l'Agenzia delle Entrate abbia deciso di fare sul serio. E se con il redditometro (qui tutte le informazioni in merito ) e l'anagrafe tributaria pensa di tenere sotto controllo possibili evasori in Italia, con squadre qualificate presenti nelle varie sedi regionali e con Sonore ha intenzione di stanare chi l'evasione la collega all'estero: sia quella degli italiani che spostano la residenza e le proprie attività all'estero ma solo fittiziamente, sia quella degli stranieri che lavorano e operano in Italia ma che il fisco italiano non l'hanno mai neanche intercettato, neanche per errore. 

Sonore è un software che viene alimentato da una massiccia serie di informazioni provenienti dalle singole anagrafi tributarie italiane e dei Paesi esteri. Sì perché la stragrande maggioranza dei Paesi del mondo scambia le informazioni che riguardano i propri cittadini e le loro attività all'estero. Se compriamo una casa in un altro Paese europeo, per esempio, il Fisco di tale Paese comunicherà al nostro che abbiamo acquistato un immobile. In questo modo si riesce (o almeno si dovrebbe riuscire) a tenere sotto controllo eventuali anomalie tra reddito dichiarato nel proprio Paese e effettivo livello di spesa.

Ecco, Sonore per stanare gli evasori "esterofili" incrocerà i dati relativi alla proprietà di case (prime case, abitazioni date in affitto, utenze intestate...), all'intestazione di conti correnti o comunque di titoli con banche italiane o di carte di credito, all'iscrizione all'Albo dei residenti all'estero (Aire), alle prestazioni professionali per aziende italiane, alla presenza in Italia del nucleo famigliare e di eventuali partite Iva...

Per stanare gli italiani "fittiziamente" all'estero partirà dalla verifica dell'iscrizione all'Aire, verificherà la presenza di una partita Iva e di contratti di affitto o di assicurazione o il pagamento di utenze che ne dimostrano la reale presenza e operatività sul territorio italiano.

Per stanare invece gli stranieri che operano di fatto in Italia ma che al nostro Fisco non versano un euro, Sonore lavorerà sulla presenza di contratti di affitto di case, su conti correnti aperti in Italia con carte di credito, sulla presenza di ritenute d'acconto a fronte di prestazioni lavorative.

Chi ci prova è avvertito: partendo dal presupposto che dopo sei mesi di certificata presenza e operatività sul territorio italiano, scattano gli obblighi con il fisco, ora c'è Sonore a tentare di individuare i furbi.

TUTTI GLI STRUMENTI ANTI EVASIONE DEL FISCO

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