La classifica dei Paesi in cui si pagano più tasse

Secondo l’Ocse l’Italia occupa la sesta posizione, in miglioramento rispetto all’anno scorso, ma con una pressione fiscale sempre molto elevata

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Il premier Matteo Renzi con il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan – Credits: ANDREAS SOLARO/AFP/Getty Images

Giuseppe Cordasco

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Chi cercava conferme del fatto che in Italia si continuino a pagare troppe tasse, le avrà certamente trovate nell’ultimo rapporto Ocse sulla pressione fiscale nei 34 Paesi dell’area monitorata. Il nostro Paese infatti nel 2015 si segnala per un’incidenza tributaria complessiva rispetto al Pil pari al 43,3%, un dato che seppur in leggero calo rispetto al 2014 e al 2013, quando era rispettivamente al 43,7% e al 43,9%, resta comunque sempre molto elevata. Soprattutto se confrontata con la media dei Paesi Ocse, che si fissa nove punti più in basso, ossia a quota 34,3%.

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Ma vediamo nel dettaglio la classifica dei primi Paesi per tassazione, con un primato che si conferma per la Danimarca, dove il fisco pesa per il 46,6% del Pil, e con l’Italia che occupa invece la sesta posizione.

Classifica dei Paesi

Danimarca   46,6%
Francia         45,5%
Belgio          44,8%
Finlandia      44%
Austria         43,5%
Italia            43,3%

Entrando nel merito dei diversi tipi di tassazione, l’Ocse rileva che nel nostro Paese sarebbero calate, come incidenza sul Pil, le tasse sui redditi, passate dal 14,5% del 2013, al 14% del 2014 al 13,9% dell’anno scorso. Anche quelle sui contributi previdenziali sarebbero in lieve discesa dal 13,1% del 2103 al 13% del 2014 (ultimi dati disponibili). Note negative invece dalle imposte sulla proprietà che sarebbero invece cresciute dal 2,7% del 2013 al 2,9% del 2014. Un dato che risulta ancora più significativo se si pensa che questo tipo di imposizione nel 1990 valeva solo lo 0,8% del Pil. E notizie poco piacevoli arrivano anche dal fronte dei consumi che nel 2014 ha sofferto di un’imposizione fiscale pari al 10,4% del Pil rispetto al 10,1% del 2013 e contro soprattutto il 7,2% del 1980.

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E tra i primati poco invidiabili del nostro Paese c’è anche quello riguardante le accise, che in particolare sui carburanti risultano tra le più pesanti dell’area monitorata: la tassazione sulla benzina in Italia è pari infatti al 67,9% livello inferiore solo all'Olanda (69,3%), mentre sul diesel il peso delle tasse è pari al 64,3%, dietro solo al Regno Unito (69,6%).

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Infine, uno dei fenomeni più preoccupanti, confermati dai dati dell’Ocse, è quello riguardante le tasse locali, che continuano inarrestabili la loro crescita. Si tratta del risultato più immediato di politiche di tagli sui trasferimenti agli enti locali che in questi anni hanno costretto molti amministratori ad aumentare proprio le imposte locali per poter far fronte alle necessità di bilancio. A questo proposito l’Ocse fa notare che l'imposizione da parte di Comuni e Regioni in Italia, è salita al 16,5% della tassazione totale nel 2014 dallo 0,9% del 1975, passando per il 5,4% del 1995.

Da notare in conclusione che i dati dell’Ocse non terrebbero conto di alcuni aspetti, valutati invece da Luca Ricolfi che, su Panorama, ha esposto la tesi secondo cui invece la tassazione nel nostro Paese sarebbe aumentata. Leggi qui per leggere le sue motivazioni.

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