Tasse

Iva da non aumentare, Irpef da non abbassare

Parla l'economista Carlo Dell'Aringa: "in questo momento, spostare le tasse dai redditi ai consumi è una scelta sbagliata"

Il premier Mario Monti (Credits:Ap/LaPresse)

Oggi un incontro con Casini, domani un altro summit con Belrusconi e Alfano. E' fitta l'agenda politica del premier Mario Monti, che sta subendo un vero e proprio pressing dai partiti di maggioranza. La richiesta dei leader delle maggiori forze politiche è una sola: quella di non aumentare l'iva (imposta sul valore aggiunto) che, dal prossimo anno, dovrebbe salire di un punto percentuale, secondo quanto stabilito dalla Legge di stabilità. Contemporaneamente, il governo si appresta ad abbassare invece due aliquote dell'irpef (imposta sui redditi delle persone fisiche) per dare un po' di respiro al bilancio delle famiglie. “'Siamo aperti alle modifiche, purché i saldi della finanza pubblica restino invariati”, ha fatto sapere Monti, con un atteggiamento dialogante.

LA LEGGE DI STABILITA' IN SINTESI

“Se i vincoli di bilancio sono stretti, allora è meglio lasciare tutto così com'è: non aumentare l'iva e non abbassare l'irpef”, dice però Carlo Dell'Aringa , professore di economia politica all'Università Cattolica di Milano che, lo scorso anno, era indicato anche tra i papabili ministri di Monti.

Dunque, professore, il premier dovrebbe tornare sui suoi passi?

Innanzitutto, vorrei fare una premessa: in teoria, ritengo giusto abbassare le imposte dirette, come l'irpef, e aumentare quelle indirette sui consumi, come appunto  l'iva. E' una politica fiscale suggerita anche da molti importanti istituti di ricerca economica internazionali.

E allora, cosa c'è che non va nella scelta del governo?

Direi che c'è un problema di tempistica, che non va affatto trascurato. Aumentare l'iva, in questo momento, è un misura sbagliata.

Perché?

Purtroppo, in Italia  i consumi stanno soffrendo, i salari sono sotto pressione e, invece, il costo del carrello della spesa è in aumento. Con questo scenario di fondo, abbiamo bisogno di tutto tranne che di un aumento dell'iva, che ha un effetto negativo sul potere di acquisto degli italiani.

Il premier Monti sembra disponibile a trattare. Ha qualche consiglio da dargli?

Ripeto: sarebbe meglio lasciare l'iva invariata e non diminuire l'irpef. E' vero che abbiamo una pressione fiscale molto alta sui redditi da lavoro e sui salari. Ma è un problema che deve essere affrontato con misure abbastanza elaborate, tagliando soprattutto il cuneo fiscale, cioè la differenza tra la retribuzione lorda e gli stipendi netti percepiti dai lavoratori. Mi auguro che il governo che si insedierà nella prossima legislatura possa riuscirci.

Come?

Per esempio utilizzando le risorse liberate dalla lotta contro il lavoro sommerso. Spero anche che il confronto tra le imprese e i sindacati sul tema della produttività possa dare effetti significativi sul taglio al cuneo fiscale, che però non si vedranno certo nel brevissimo periodo.

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