Nuovo Isee, ecco come sarà il riccometro

Nella dichiarazione non più solo il reddito, ma anche assegni per i figli, pensioni d’invalidità e conti in banca

(Credits: Imagoeconomica)

Giuseppe Cordasco

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E’ quello che in gergo si chiama un vero e proprio giro di vite. Il nuovo Isee, l’indicatore della situazione economica equivalente comunemente definito anche riccometro, verrà rivoltato come un calzino e d’ora in poi fare i furbi dovrebbe diventare molto più difficile. La scelta drastica, a cui ha dato le mosse il precedente governo Monti e che ora Letta intende portare definitivamente in porto, mira a scovare tutti gli abusi che vengono commessi per usufruire dei servizi del welfare. Parliamo di tutte quelle prestazioni, dalle case popolari agli asili nido, tanto per fare due esempi molto classici, in cui vengono stilate delle classifiche proprio in base all’Isee e che puntualmente risultano inficiate da dichiarazioni fasulle.

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E la perentorietà con cui l’attuale governo ha spinto sull’acceleratore della sua approvazione si lega anche alle nuove regole che dovrebbero disciplinare l’Imu. La tassa sugli immobili, e in particolare quella sulla prima casa, infatti, nelle intenzioni di Letta, dovrebbe pesare maggiormente sui proprietari più abbienti. Per poter realizzare questa rimodulazione fondamentale sarà dunque essenziale stabilire con certezza quali siano le ricchezze dei singoli nuclei familiari, facendo riferimento non più al semplice reddito. E diciamo pure che in questo senso il vecchio Isee, in servizio ormai da circa 15 anni, non dava più garanzie, anzi tutt’altro. Da qui l’idea dunque di una sua riforma.

Nel nuovo riccometro allora, ci sarà innanzitutto una più corretta valutazione delle detrazioni i per i figli: rispetto al passato fino al secondo non cambia nulla, mentre gli sgravi diventano più generosi dal terzo in poi. Una specie di quoziente familiare che però aiuterà solo le famiglie davvero grandi. Nuove regole poi anche per le pensioni d’invalidità, nonostante le pesanti critiche che in questo senso sono arrivate dalle associazioni dei disabili. In pratica uno sgravio continuerà ad esserci, ma se oggi è uguale per tutti diventerà crescente su tre livelli: disabilità media, disabilità grave e fino al livello massimo rappresentato dalla non autosufficienza. Altro capitolo molto delicato è poi quello dei conti in banca. Basti pensare che attualmente l’80% dei contribuenti, con punte che in alcune zone del Sud raggiunge al il 96%, dichiara semplicemente nel riccometro di non avere un conto. D’ora in poi le autocertificazioni dei cittadini saranno incrociate con la banca dati del fisco, e le false attestazioni subiranno conseguenze molto gravi.

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Nel nuovo Isee saremo poi chiamati a denunciare tutte le azioni e i titoli finanziari che possediamo in portafoglio, insieme ovviamente a tutte le nostre abitazioni di proprietà, e anche eventuali immobili situati all’estero. Inoltre, si cercherà di limitare al massimo gli effetti di uno degli escamotage formali più utilizzati per avanzare nelle classifiche di merito. Stiamo parlando di trucco per cui due genitori decidono di fissare residenze diverse, e nel caso solo uno dei due lavori, il figlio viene dichiarato a carico dell’altro che risulta dunque nullatenente. In questo modo spesso si è verificato il disdicevole caso di bambini che in graduatoria abbiano superato anche figli di veri cassintegrati. D’ora in poi si terrà comunque conto del reddito di uno dei genitori lavoratori, anche in presenza di residenze diverse.

Infine, e questa volta si tratta decisamente di una buona notizia, è stato posto rimedio a una stortura precedente, per la quale un contribuente si ritrovava legato alla propria dichiarazione Isee per un intero anno e nel caso dunque avesse perso il lavoro a metà dello stesso periodo risultava comunque con un reddito di un certo livello. Ora il riccometro sarà aggiornabile in tempo reale, un modo per sanare eventuali cambi repentini di condizioni economiche, fin troppo frequenti purtroppo in un periodo di crisi come quello attuale.

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