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Isee, pregi e difetti del nuovo riccometro

Le nuove regole faranno da deterrenti per i furbi, ma i Comuni dovranno rivedere le agevolazioni

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– Credits: Imagoeconomica

“Penso che il nuovo Isee per un verso di sicuro scoraggerà le persone a richiedere esenzioni sui servizi pubblici se non saranno davvero in uno stato di necessità, ma dovrà anche spingere i sindaci a rivedere i livelli attuali delle esenzioni per non lasciare fuori troppe famiglie”. E’ questo lo scenario futuro che Valeriano Canepari, presidente della Consulta dei Caf, intravvede con l’entrata in vigore, a partire dal prossimo gennaio 2015, del nuovo riccometro. Uno scenario nel quale brillano allo stesso modo pregi e difetti di un nuovo strumento di misurazione della ricchezza delle famiglie del quale però si sentiva decisamente il bisogno.

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“Sicuramente – sottolinea a questo proposito Canepari – si sono poste le condizioni per una maggiore efficacia delle dichiarazioni, visto che si passa dalla totale autocertificazione dei contribuenti, a una serie di controlli incrociati che vedranno protagonisti Inps, Agenzia delle entrate e banche. Ciò significa che le cose che verranno messe nero su bianco, in particolare per ciò che concenre conti correnti e titoli finanziari, dovranno per forza di cose essere più veritiere”. Un passo avanti che di sicuro renderà la vita più difficile ai tanti, troppi furbi che, grazie a false dichiarazioni, negli anni passati hanno usufruito a costi agevolati di prestazioni pubbliche alle quali non avrebbero avuto diritto. A tutto discapito oltretutto di fasce di popolazione effettivamente svantaggiate. C’è solo da rammaricarsi del fatto che si sia arrivati così tardi ad utilizzare strumenti di controllo incrociati disponibili ormai già da tempo.

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“In effetti – riconosce Canepari – già da almeno 4-5 anni c’erano le condizioni tecnologiche per effettuare verifiche più puntuali sulle dichiarazioni Isee. Evidentemente però questa questione non ha avuto la precedenza nelle agende dei vari governi, pure di diverso colore politico, che in questi anni si sono succeduti. Basti pensare oltretutto – prosegue Canepari – che l’iter di approvazione del nuovo Isee è durato ben tre anni”. Ora finalmente da gennaio le regole saranno più chiare e a beneficiarne potranno essere in prima battuta proprio i tanti abituali utenti dei Caf. “A noi si rivolgono perlopiù pensionati – dice Canepari –, che al massimo possono qualche volta non aver dichiarato qualche Bot o Cct, oppure lavoratori dipendenti che in questo periodo di crisi spesso fanno fatica ad arrivare a fine mese. Stiamo parlando quindi di fasce di popolazione non certo qualificabili come evasori e che quindi dal nuovo Isee potranno avere solo benefici, a condizione però che il sistema venga fatto funzionare adeguatamente”.

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E qui Canepari, a fronte dei pregi finora elencati sul nuovo riccometro, mette sul tappeto un rischio che rappresenterebbe un difetto non da poco della nuova normativa. “Sarà necessario infatti – attacca il presidente della Consula dei Caf – che i Comuni capiscano in maniera approfondita come funziona il nuovo Isee, che è molto diverso da quello vecchio”. E in effetti considerando l’aumento di valore che avranno gli immobili, anche se prima casa, e l’inserimento ormai quasi automatico delle giacenze medie dei conti correnti e di eventuali titoli finanziari nel computo finale, è facile che qualsiasi piccolo nucleo familiare possa ritrovarsi con valori finali di Isee molto più alti di prima. “I tecnici dei Comuni, magari supportati anche da studiosi delle Università – afferma Canepari – dovranno allora rivedere i livelli attuali delle esenzioni, per evitare che troppe famiglie ne vengano escluse. Sarà quindi necessario un profondo aggiornamento delle tabelle attuali – conclude Canepari – che tenga conto delle inevitabili rivalutazioni dei nuovi Isee che ci saranno un po’ per tutte le famiglie”. 

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