Isee, le novità che hanno reso le dichiarazioni più veritiere

Soprattutto i dati richiesti sui patrimoni mobiliari hanno fatto emergere ricchezze prima nascoste da molte famiglie

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– Credits: Ansa

Giuseppe Cordasco

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Le nuove regole di rilascio dell’Isee sembrano aver dato i primi frutti in tema di lotta all’evasione e nel favorire l’emersione di patrimoni, soprattutto mobiliari, prima tenuti nascosti o quantomeno non correttamente dichiarati. La nuova disciplina prevede infatti che il contribuente, assistito da un Caf, metta a punto in fase preliminare la cosiddetta Dsu, la Dichiarazione sostitutiva unica, nella quale dichiara la propria situazione patrimoniale, e che successivamente sia l’Inps, dopo controlli specifici, ad emettere l’Isee definitiva. Non più dunque quella sorta di autocertificazione in vigore prima, che risultava una cosa a due tra soggetto e Caf che poi rilasciava direttamente il documento. E il fatto che l’Inps possa effettivamente verificare alcuni dati, riguardanti soprattutto le disponibilità finanziarie dei contribuenti, soprattutto per quel che concerne la gestione dei propri conti correnti bancari e postali, ha spinto molti cittadini a dichiarare con maggiore solerzia tutta una serie di voci che in passato rimanevano nascoste.

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E in questo senso i dati sugli Isee aggiornati al 30 settembre 2015 resi noti in questi giorni dal ministero del Lavoro sono molto emblematici. Da essi emerge infatti che a livello nazionale le Dsu con patrimonio mobiliare nullo sono passate da quasi il 70 per cento al 16 per cento e che questo stesso dato, se riferito al solo Sud, vede la quota di dichiarazioni con patrimoni nulli crollare letteralmente dal 90 per cento a poco più del 20 per cento. A funzionare sembrano essere stati in particolare i richiami su alcune particolari voci nuove da inserire nella Dsu. Ci riferiamo ad esempio alle carte prepagate che dall’anno scorso vanno regolarmente dichiarate nella Dsu con il seguente criterio: se munite di Iban nella prima sezione del patrimonio mobiliare, se invece sfornite di Iban nella seconda sezione.

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Spazio poi anche ai contributi per le colf, che come spiega l’Inps, devono essere indicati per collaboratori domestici e addetti all'assistenza personale poiché, seppur le stesse spese sono rendicontate, sono poi detratte in via automatica. Tra gli incrementi di patrimonio mobiliare di cui tener conto, a sorpresa, rientrano poi anche i trasferimenti di liquidità tra componenti dello stesso nucleo familiare. Esempio classico quello del padre che trasferisce del denaro dal proprio conto corrente  a quello del figlio all'interno dello stesso nucleo familiare. Insomma, una serie di piccoli aggiustamenti, che stanno facendo emergere Isee più realistici e più corretti. Una fatto questa che rappresenta una garanzia per tutti, visto che dai valori del proprio patrimonio dichiarato, dipende poi l’accesso agevolato a tutta una serie di servizi pubblici che per molte famiglie, in un periodo che continua ad essere di crisi, risulta quanto mai fondamentale.

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