Tasse

Isee e disabili, cosa chiede Bankitalia al governo

I tecnici di Palazzo Koch hanno posto con forza la questione di una revisione radicale dell’indicatore di ricchezza delle famiglie

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Giuseppe Cordasco

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Dopo le sentenze del Tar e soprattutto del Consiglio di Stato che, da un punto di vista giuridico, ha messo la parola fine alla questione, ora sulla vicenda del calcolo delle indennità di accompagnamento per i disabili all’interno dell’Isee arriva un richiamo tanto forte quanto autorevole anche da parte di Banca d’Italia. Nel corso di un’audizione alle commissioni Lavoro e Affari sociali della Camera sul ddl delega sulla povertà, il capo del servizio struttura economica di Palazzo Koch, Paolo Sestito, ha infatti sostenuto che “rimettere a posto l'indicatore Isee salvaguardandone l'impostazione di fondo, pare necessario e urgente alla luce” proprio della recente sentenza del Consiglio di Stato.

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Ricordiamo che la sentenza in questione, che come accennato è giunta dopo ben tre analoghe prese di posizione in materia del Tar, ha stabilito in pratica che l’indennità  di accompagnamento non debba essere valutata come reddito da calcolare nell’Isee. Una decisione che come facilmente immaginabile ha di fatto messo in discussione il contenuto economico di migliaia e migliaia di modelli Isee. È solo il caso infatti di ricordare che nel nostro Paese, secondo i dati forniti dall’Inps, sono circa 400mila i nuclei familiari che a vario titolo percepiscono dei contributi di solidarietà legati alla presenza di un disabile. Stiamo dunque parlando di un fenomeno molto diffuso, e grazie anche all’azione delle tante associazioni del terzo settore attive nel nostro Paese, da tempo erano stati presentati ricorsi presso la magistratura amministrativa per chiedere l’annullamento di una norma voluta dal governo che appunto stabiliva che le somme percepite a titolo di accompagnamento dovessero essere conteggiate come reddito ai fini Isee.

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Ricorsi, come detto, accolti prima dal Tar e poi, in via definitiva, dal Consiglio di Stato. Ora, come detto, arriva il richiamo pesante della Banca d’Italia, che chiede appunto all’esecutivo di mettere mano alla faccenda, rivedendo nel suo insieme l’impianto dell’Isee. Per ovviare infatti ai disguidi causati dalle dichiarazioni dell’anno scorso, che in effetti hanno prodotto il taglio di numerose prestazioni a tante famiglie di disabili che hanno visto il proprio reddito superare le soglie massime proprio a causa del computo delle indennità di accompagnamento, erano già pronti migliaia di richieste di risarcimento. È bene sottolineare infatti che molti servizi locali, a cominciare da asili nido, mense e prestazioni domiciliari di tipo sanitario-assistenziale, sono concessi a tariffe agevolate proprio in base ai valori dell’Isee. Questi ultimi però, come detto, per le tante famiglie di disabili, sono risultati in pratica falsati dal conteggio delle indennità di accompagnamento.

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Da qui la scelta, dopo la sentenza del Consiglio di Stato, di presentare in molti casi delle richieste di indennizzo. Ora, arriva il richiamo forte di Palazzo Koch, che in pratica è come se chiedesse al governo di evitare l’innescarsi di una spirale di denunce e contro-denunce, e sollecita Palazzo Chigi ad un intervento che possa essere riparatore per tutti. Da parte dell’esecutivo, a cominciare dal ministro del Lavoro Giuliano Poletti, è stata già espressa in più di un’occasione disponibilità a mettere mano alla faccenda. C’è da sperare dunque che, dopo la presa di posizione di Bankitalia, per il bene di migliaia di famiglie di disabili, i tempi per questo intervento di riparazione possano ridursi drasticamente. Staremo a vedere.

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