Tasse

Irpef, irap e iva. Le nuove scadenze da ricordare

Per imprese e lavoratori autonomi i termini dei pagamenti sono slittate di 20 giorni: un’agevolazione che però confonde le idee ai contribuenti

Dichiarazione_redditi

Andrea Telara

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Una proroga di quasi 3 settimane, dal 31 luglio al 20 agosto. E’ quella concessa dal governo a molti contribuenti italiani (non a tutti) per pagare le principali imposte dovute nel 2017, che vengono saldate  solitamente nei mesi estivi. Nei giorni scorsi, infatti, è stato approvato un decreto del Ministero dell’Economia che sposta in avanti le scadenze dei versamenti dell’iva, dell’irap e dell’irpef.

Si tratta però di un’agevolazione concessa soltanto alle imprese e ai lavoratori autonomi e non ai lavoratori dipendenti e ai pensionati. Il fisco, dunque, ha deciso di usare due pesi e due misure, con una inevitabile conseguenza: creare parecchia confusione tra i contribuenti. Ecco, per chi vuole chiarirsi un po’ le idee, un riepilogo di tutta la vicenda:

La scadenza del 30 giugno

Come sa bene chi si barcamena con la dichiarazione dei redditi, il 30 giugno di ogni anno scade il termine per i versamenti (a saldo o della prima rata di acconto) delle principali imposte: iva, irap, irpef, e ires

I versamenti al 31 luglio (con maggiorazione)

Chi vuole versarle un po’ più tardi, può aspettare fino al 31 luglio ma deve pagare la cifra dovuta  applicando una maggiorazione dello 0,4%.

La proroga al 20 agosto

Il decreto delle scorse settimane ha cambiato le carte in tavola, prorogando appunto al 20 agosto la seconda scadenza fissata inizialmente per il 31 luglio. Peccato, però che ci sia stata parecchia confusione su quali categorie di contribuenti possono beneficiare di questa possibilità.

Inizialmente sembravano coinvolte solo le imprese, poi è stato chiarito che anche i singoli lavoratori autonomi possono beneficiarne. Conservano invece le vecchie regole i lavoratori dipendenti e i pensionati, che di solito presentano la dichiarazione dei rediti con il modello 730. Dunque, riguardo alle scadenze fiscali da rispettare, la platea degli italiani si trova oggi divisa sostanzialmente in due.

  • Lavoratori dipendenti e pensionati. Per questa categoria di contribuenti, il versamento dell’irpef (a saldo o a rate e in acconto) poteve essere eseguito senza maggiorazioni entro il 30 giugno. I ritardatari hanno però la possibilità di versare l'imposta entro il 31 luglio con una maggiorazione dello 0,4%.
  • Lavoratori autonomi e imprese. Per queste due categorie di contribuenti,  il pagamento dell'irpef, dell’ires, dell’iva o dell’ irap senza maggiorazioni doveva essere eseguito entro il 30 giugno. I ritardatari possono però versare le imposte entro il 20 agosto con una maggiorazione dello 0,4%.


Non saranno certo felici quei contribuenti che hanno fatto i salti mortali per rispettare le vecchie scadenze e adesso vedono una proroga in zona Cesarini per chi invece è in ritardo.

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